Barbara Curli insegna Storia contemporanea e Storia globale all’Università di Torino. Si occupa di storia internazionale delle fonti di energia e di storia economica dell’integrazione europea. Attualmente sta svolgendo una ricerca sulla storia della fusione nucleare in Europa e ha in corso di pubblicazione un volume sulla storia dell’Italia e il canale di Suez. Già direttrice del Mestiere di storico, rivista della Sissco, fa parte del Comitato di redazione di Italia contemporanea e del Comitato scientifico della Fondazione Leonardo-Civiltà delle macchine.

Il canale di Suez, snodo della modernità globale

Barbara Curli ripercorrendo la storia dei passaggi attraverso il canale di Suez, dalla sua apertura nel 1869 fino a oggi, osserva che gli incidenti e le sospensioni del traffico sono stati spesso l’occasione per rivedere le regole internazionali sulla sicurezza della navigazione. Il recente incidente della porta-container Ever Given ha sollevato la questione del gigantismo navale e delle vie alternative dei commerci mondiali, mostrando tra l’altro come il canale – oggi come nell’Ottocento – rappresenti uno snodo simbolico della modernità globale, delle sue interconnessioni e vulnerabilità.

Sulle transizioni energetiche: la nuova età del carbone

Barbara Curli osserva che, sebbene solitamente considerato un retaggio obsoleto della rivoluzione industriale, il carbone continua a essere al centro della scena energetica mondiale: nel 2013 i suoi consumi hanno toccato il picco storico, grazie soprattutto alla Cina, responsabile di oltre la metà dei consumi mondiali. Curli prende spunto da questi dati per un ragionamento generale sulla natura delle transizioni energetiche, su come esse procedano (per accumulazione piuttosto che per sostituzione) e sui fattori che storicamente ne hanno accelerato il percorso.