Andrea Pezzoli è Direttore Generale per la Concorrenza dell'autorità antitrust. Autore di numerose pubblicazioni in materia di concorrenza e economia industriale, tra le quali Le stagioni dell'antitrust: dalla tutela della concorrenza alla tutela del consumatore, UBE, 2010 (in collaborazione con L. Berti) e, più di recente, “Originators vs Originators: CompetitionBefore the Market and Market PowerBeyond Dominance” in Muscolo G. and Pitruzzella G. (eds), Competition and Patent Law in the Pharmaceutical Sector, WoltersKluwer, 2016.

“Lavoratori dei dati” di tutti i Paesi, unitevi! Big Data e i mercati senza prezzo

Andrea Pezzoli osserva che nell’era digitale i mercati senza prezzo sono sempre più diffusi e l’intreccio tra i profili di privacy, di concorrenza e di tutela del consumatore è molto complesso. In questo contesto a suo parere è essenziale fare chiarezza sul “valore” dei dati. Dopo aver richiamato le diverse posizioni al riguardo – da quelle più ortodosse a quelle più provocatorie, per le quali gli utenti delle piattaforme sono “lavoratori dei dati”- Pezzoli riflette sulle sfide che ne derivano per la politica della concorrenza.

L’eguaglianza fa bene alla concorrenza e la concorrenza fa bene all’eguaglianza

Andrea Pezzoli si occupa del contributo che la politica per la concorrenza e l’applicazione del diritto antitrust possono dare al contrasto delle diseguaglianze. In particolare, Pezzoli ricorda che l’Autorità antitrust può concentrarsi sui settori di maggiore impatto sui consumatori più poveri e che le rendite monopolistiche spesso sono un ammortizzatore sociale improprio. Su queste basi Pezzoli sostiene che per evitare la difesa di un iniquo status quo occorre che la promozione della concorrenza si accompagni a una riforma del sistema di welfare.

Concorrenza e…equità

Andrea Pezzoli e Alessandra Tonazzi muovono dalla considerazione che la concorrenza è rilevante per l’equità per diversi motivi e non solo perché determina “perdenti”. In particolare, essi sottolineano come le restrizioni alla concorrenza possano danneggiare i più poveri, per i loro effetti sui beni e servizi di prima necessità. La presenza di rendite monopolistiche distribuite “consociativamente” complica, però, il quadro e per farvi fronte, secondo gli autori, si rendono necessarie nuove forme di assicurazione sociale costruite valorizzando il legame positivo tra mercato e welfare.