Menabò n. 157/2021

Nel contributo che apre questo numero del Menabò, Michele Raitano e Francesca Subioli, riferendosi agli ultimi 40 anni, mostrano che le disuguaglianze nei redditi da lavoro tra gli individui sono in gran parte permanenti. Chiara Giorgi richiama l’attenzione sulle fragilità del Servizio Sanitario Nazionale messe in evidenza dalla pandemia e sulla necessità di un suo potenziamento,…

Disuguaglianze crescenti e persistenti: la dinamica dei redditi in Italia nel lungo periodo

Michele Raitano e Francesca Subioli leggono l’evoluzione della disuguaglianza dei redditi da lavoro degli ultimi 40 anni in Italia alla luce della sottostante dinamica dei redditi dei vari individui nel corso del tempo. Applicando una metodologia che attribuisce la disuguaglianza dei redditi annui a differenze permanenti, a mobilità “buona” o a mera volatilità, Raitano e Subioli mostrano che la disuguaglianza è largamente dovuta a differenze permanenti fra individui, peraltro acuitesi nel corso del tempo.

Presente e futuro delle politiche sanitarie

Chiara Giorgi mostra come la pandemia abbia messo in evidenza le fragilità del Servizio Sanitario Nazionale penalizzato da anni di sotto-finanziamento, da tagli alle strutture e al personale, dallo spazio lasciato alla sanità privata e dall’indebolimento della medicina territoriale. Giorgi sottolinea anche che alcuni recenti e allarmanti segnali indicano che la strada intrapresa non è quella dell’auspicato rilancio e della riqualificazione del Servizio Sanitario Pubblico ma del suo depotenziamento.

La cultura nel PNRR tra nuove sensibilità e vecchi bias

Annalisa Cicerchia muovendo dalla considerazione che arte e cultura possono essere molto utili in una prospettiva di risanamento, ripresa e resilienza legge il PNRR alla luce del ruolo che esso riserva alla cultura. Cicerchia nota che la cultura è citata tra le primissime aree di intervento del PNRR e questo può essere motivo di soddisfazione; tuttavia, la lettura del Piano lascia affiorare anche alcuni vecchi bias che andrebbero superati per non indebolire l’efficacia degli interventi proposti.

Cambiamento climatico, disuguaglianze e crony capitalism

Maurizio Franzini riflette sui rapporti tra cambiamento climatico e disuguaglianze richiamando l’attenzione sugli effetti di reciproca influenza che esistono tra i due fenomeni. Franzini sottolinea anche il ruolo che le disuguaglianze esistenti possono avere non soltanto nell’ostacolare politiche di contrasto al cambiamento climatico ma anche nel favorire una ripartizione dei loro costi che le aggravi. In questa prospettiva un ostacolo molto serio è la forza del cosiddetto crony capitalism.

“Ricchezza, la solita ignota?” Sempre meno…

Frateblù dà conto di un recente studio dell’OCSE, riferito a vari paesi, sulla concentrazione della ricchezza e sul sovra-indebitamento e la scarsa disponibilità di risorse finanziarie delle famiglie a basso reddito. In particolare la ricchezza del top 10% è cresciuta in quasi tutti i paesi OCSE mentre il sovra- indebitamento e i limitati risparmi espongono le famiglie a basso reddito a gravi rischi in caso di caduta del reddito. Lo studio suggerisce anche alcune politiche di contrasto di queste tendenze.

I working poor tra salari bassi e lavori intermittenti

Michele Bavaro esamina, sulla base di dati amministrativi, l’evoluzione del fenomeno dei working poor in Italia tra il 1990 e il 2017. Dopo aver spiegato come definire i working poor, Bavaro sostiene che emerge con chiarezza la loro tendenza a crescere nel corso del tempo e che alla base di tale tendenza vi è non soltanto il basso livello delle retribuzioni ma anche l’ampliarsi della quota di quanti lavorano pochi mesi all’anno. Di ciò è bene tener conto nel dibattito sul salario minimo legale.

La NASpI di fronte alla crisi pandemica

Roberto De Vincenzi e Giuseppe De Blasio basandosi sui dati amministrativi dell’INPS si chiedono quanti tra i lavoratori e le lavoratrici precari entrati in disoccupazione tra marzo e aprile 2020, in seguito alle restrizioni e alle chiusure delle attività economiche, abbiano beneficiato del sostegno al reddito offerto dalla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). Secondo le loro stime si tratta di una quota consistente. I primi dati disponibili sembrano indicare anche una difficoltà a uscire dallo stato di disoccupazione.

Pensionati part-time: un limbo previdenziale per coniugare sostenibilità finanziaria con libertà e diritti degli anziani

Fabrizio Patriarca presenta la proposta di “pensionamento graduale”, ovvero l’idea di consentire, superata una determinata età, di transitare verso forme di lavoro part-time fortemente agevolate prima di accedere alla pensione. Secondo Patriarca, questa proposta ha il pregio di coniugare la sostenibilità del bilancio pubblico previdenziale con la possibilità di tenere conto delle preferenze dei lavoratori anziani senza, al contempo, ridurre in modo sostanziale il loro reddito.