Il principio di differenza e la razionalità dell’adesione all’UE

Riccardo Zolea propone alcune considerazioni sull’adesione di molti paesi all’Unione Europea basandosi sulle tesi di John Rawls ed in particolare sul suo principio di differenza. Zolea sostiene che la violazione di questo principio, da un lato, conduce a considerare l’adesione all’Unione Europea come irrazionale e, dall’altro, suscita inquietanti interrogativi sulla natura del processo d’integrazione europea e sul ruolo che in tale processo hanno avuto le classi dominanti e gli stati egemoni.

Il prezzo della sostenibilità

Claudia Valenti racconta alcune iniziative dirette a modificare il comportamento dei consumatori nel mercato rendendoli più consapevoli dell’impatto ambientale e sociale della produzione dei beni che acquistano. In particolare, Valenti dà conto dell’esperienza olandese di True Price, impresa sociale che informa i consumatori su quale sarebbe il ‘giusto’ prezzo tenendo conto del costo di quell’impatto, e presenta l’Impact Weighted Accounts Initiative, un’iniziativa che punta a creare standard di valutazione dell’impatto universalmente condivisi.

La mobilità internazionale durante e dopo la pandemia: fatti e conseguenze

Rama Dasi Mariani illustra un recente rapporto dell’ONU sulla mobilità internazionale delle persone durante il 2020. Dopo una breve ricostruzione delle misure adottate dai vari governi che hanno condizionato gli spostamenti internazionali, Mariani si sofferma sull’effetto che tali misure hanno avuto su alcuni gruppi di persone in particolare. Il quadro che ne emerge è piuttosto allarmante e, secondo Mariani, dovrebbe indurre a ripensare il futuro della mobilità delle persone in maniera più inclusiva.

Come valorizzare i finanziamenti per la ricerca universitaria?

Elena Granaglia interviene nella recente discussione, ospitata da La Stampa, fra Barca e Esposito, da un lato, e Boeri, dall’altro in materia di finanziamenti alla ricerca universitaria. La tesi sostenuta è che occorra evitare di fare cani di paglia. Diversamente da quanto sostenuto da Boeri, la proposta di Barca e Esposito di privilegiare il finanziamento di progetti di interesse collettivo è del tutto coerente con meccanismi competitivi di valutazione. In ogni caso, anche se volessimo premiare chi pubblica meglio, come suggerisce Boeri, resterebbero da definire molti importanti dettagli.

Lezioni dalla pandemia: i programmi sanitari dell’Unione Europea e dell’Inghilterra

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto analizzano i programmi sanitari elaborati dall’Unione europea e dall’Inghilterra nel corso della crisi pandemica, tenendo conto delle profonde differenze istituzionali. Il programma europeo non sembra in grado di migliorare l’integrazione fra i servizi sanitari degli Stati membri. Più coraggioso ed innovativo il libro bianco inglese che, per la lezione appresa durante la pandemia, propone una riorganizzazione orientata a garantire un elevato livello di integrazione tra le attività sanitarie e sociali.

Per legge, ma non troppo. Il rebus del salario minimo nella crisi della contrattazione

Luisa Corazza riflette sulla prospettiva di una regolazione per legge del salario minimo. Il punto di partenza è la crisi della contrattazione collettiva che viene ricondotta a tre cause e che definisce lo scenario sul quale si inserisce la recente proposta di Direttiva europea sui salari minimi adeguati che Corazza ritiene non assicuri un salario sufficiente, in base al principio costituzionale, perché spostando l’asse delle politiche salariali sorgono rischi rispetto ai quali il sindacato rappresenta un elemento di garanzia.

Più consegne, meno diritti: l’infausta parabola giuridica dei rider

Luca Bonacini e Valentina Camurri, analizzando i dati Google Trend, mostrano che la richiesta di servizi di food delivery è aumentata con le misure di distanziamento sociale adottate nella prima ondata di Covid-19 e non è tornata ai livelli pre-pandemici con il loro alleggerimento. Bonacini e Camurri ipotizzano, quindi, che il cambiamento forzato delle abitudini accrescerà in modo permanente il ricorso ai rider e sostengono che ciò rende quanto mai urgenti strumenti di contrasto a forme di sfruttamento che le piattaforme potrebbero porre in essere.

La cooperazione allo sviluppo e la riduzione delle disuguaglianze. Esame di due programmi in Tunisia e Colombia

Christian Morabito esamina, alla luce dei risultati di un recente studio su due programmi di cooperazione in Tunisia e Colombia, l’impatto redistributivo delle attività delle agenzie per la cooperazione. In entrambi i programmi esaminati la riduzione delle disuguaglianze era l’obiettivo principale ma l’impatto redistributivo è stato pressoché nullo. Morabito riflette sulle possibili cause di questi esiti e indica come si potrebbe accrescere l’efficacia redistributiva dei programmi di cooperazione.