Contro l’urbanicidio: la lezione di Marshall Berman

Vittorio Giacopini sostiene che quella che una volta si sarebbe chiamata lotta di classe oggi riguarda la vita e la morte delle grandi città e che le pericolose trasformazioni che investono queste ultime non possono essere affrontate come se si trattasse semplicemente di un problema tecnico o economico. Giacopini ripropone le tesi di Marshall Berman secondo il quale la modernità è principalmente l’esperienza urbana e se le città vanno in rovina è perché qualcuno le uccide, perché si pratica l’urbanicidio, come proverebbe la storia del Bronx.

Roma Capitale? Fermi, a 20 metri dal Colosseo

Giovanni Caudo racconta, al di là delle ritualità, la condizione di Roma Capitale partendo da una vicenda relativa all’area intorno al Colosseo che mette in luce sia le ambizioni dell’élite che decise di fare di Roma la capitale del Regno, che gli impedimenti alla compiuta realizzazione di quelle ambizioni. Caudo sostiene che occorre partire da qui per affrontare la crisi di una città che sembra aver perso il suo senso e che il modo migliore per festeggiare i 150 anni di Roma Capitale consisterebbe proprio nel ridare senso al suo essere Capitale.

La socialità e il ruolo insostituibile delle politiche urbane

Elena Granaglia, partendo dal libro di Francesco Pecoraro, Lo stradone, riflette sull’inaridimento della socialità e sui costi che ne derivano per le nostre società. Pur riconoscendo i tanti ostacoli ad una rivitalizzazione della socialità, Granaglia individua le responsabilità delle politiche e suggerisce alcuni rimedi. Centrali a questo riguardo si dimostrano le politiche urbane, da quelle urbanistiche a quelle sociali, attente alle opportunità di partecipazione diretta dei cittadini nelle scelte e nella co-produzione dei servizi.

Anziani: dall’isolamento urbano al silver cohousing

Sandro Polci spiega perché il silver cohousing – la condivisione di spazi e funzioni residenziali di nuova concezione – è decisivo per la qualità della vita delle persone anziane, soprattutto nelle aree metropolitane. Polci sostiene che intervenendo appropriatamente sullo sterminato patrimonio edilizio del secondo dopoguerra si potrà favorire la socialità e il tenore di vita di milioni di persone anziane, oltre che la rigenerazione urbana e l’ecosostenibilità, anche attraverso il minor consumo di territorio.

Città e turismo. Prima fermata: Metropolitana Garibaldi, Linea 1, Napoli

Irene Ranaldi inizia da Napoli il suo viaggio nelle principali città italiane al centro dell’attenzione per il fenomeno dell’overtourism, con lo scopo di ragionare su limiti e opportunità del turismo. In questo articolo Ranaldi si sofferma sulla rinascita culturale e del turismo a Napoli e si interroga sulle sue conseguenze, in particolare quelle che consistono nel concedere in affitto i ‘bassi’ dove da secoli viveva la popolazione più povera e che sembrano comportare una riconversione di senso: ciò che era popolare diventa merce.

Azioni di Rigenerazione Urbana per la sopravvivenza della città media. Il caso di Piazza dell’Olmo a Terni

Alessio Patalocco indica le condizioni necessarie perché le Azioni di rigenerazione urbana possano avere successo soffermandosi in particolare sul rapporto che dovrebbe stabilirsi tra architettura e finanziamento privato, tra progettista e investitori anche sotto forma di sponsorizzazioni. Patalocco sottolinea che queste Azioni dovrebbero avere il pregio di partire dall’architettura e illustra un’esperienza di successo in una città media di questo tipo di Azione: quella del 2014 di Piazza dell’Olmo a Terni.

Buio in sala: chiusure e transizioni dei cinema di Roma

Stefano Scanu racconta le chiusure, le trasformazioni e, talvolta, le riaperture delle sale cinematografiche romane con lo sguardo di chi ritiene che esse aiutino a comprendere la trasformazione della città, perché i cinema raccontano noi e le nostre città. Scanu riflette anche sul ruolo di Netflix nel determinare le tendenze in atto e ipotizza, richiamando anche due recenti episodi, che possa trattarsi di un ruolo non soltanto negativo per le sale ma anche di stimolo a recuperarle come luoghi che simboleggiano l’appartenenza a una comunità.

Menabò n. 119/2020

Questo numero del Menabò è interamente dedicato alle città, ai loro problemi e alle loro trasformazioni, soprattutto in relazione alle conseguenze per la socialità. Gli otto contributi che lo compongono sono collocati nelle varie sezioni senza tenere conto della tradizionale distinzione tra articoli, contrappunti e focus. Vittorio Giacopini sostiene, riproponendo Berman, che per affrontare i…

Edicole al centro delle comunità

Martina Bacigalupi di fronte al dilagante fenomeno della chiusura delle edicole si chiede se si tratti di una questione di sostenibilità economica e di mercato o anche sociale, legata alla perdita di luoghi identitari all’interno delle città. Dopo avere descritto lo scenario di questa trasformazione, Bacigalupi riflette sul fenomeno della rigenerazione urbana partendo da alcuni esempi di edicole che hanno ripensato la propria offerta con spirito innovativo, qualificandola in diverse direzioni ed in particolare quella culturale.