La Questione Meridionale come questione sociale. A proposito del libro di Salvatore Lupo

Emanuele Felice commenta l’ultimo libro di Salvatore Lupo che offre una rilettura originale della questione meridionale e del pensiero dei meridionalisti classici, nel periodo tra l’Unità d’Italia ed il fascismo. Secondo Felice la narrazione storica di Lupo è coerente con le più recenti stime dei divari regionali e la sua critica delle tesi di Banfield e Putnam è convincente, tuttavia per meglio comprendere la vicenda del Mezzogiorno sono utili i recenti lavori degli economisti dello sviluppo e degli storici economici internazionali, che Lupo trascura.

I contenuti della proposta dell’INPS di riforma del sistema previdenziale

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha di recente avanzato, in un documento dal titolo “Non per cassa, ma per equità”, una proposta di riforma del sistema previdenziale. In una Scheda a cura della Redazione vengono illustrati sinteticamente i contenuti di questa proposta che si articola su due linee di intervento: la prima si propone di fornire un sostegno assistenziali ai disoccupati over 55; la seconda di rendere più flessibile il passaggio al pensionamento, correggendo sotto questo aspetto la riforma del 2011

I baby boomer negli Stati Uniti invecchiano male? Una generazione perduta?

Giuseppe Costa e Morena Stroscia prendono spunto da un recente studio di Case e Deaton che mette in luce la tendenza al peggioramento della salute dei bianchi nordamericani di basso stato socioeconomico nati negli anni ’60 e ’70, soprattutto per cause legate al disagio (dipendenze, malattie epatiche e mentali). Costa e Stroscia analizzano criticamente la spiegazione offerta da Case e Deaton, che è incentrata sulla scarsa capacità di questa generazione di affrontare il peso dell’insicurezza socioeconomica associata ai periodi di crisi.

Menabò N. 32/2015

Questo numero del Menabò si apre con un commento di Felice al libro di Lupo sulla Questione Meridionale, di cui abbiamo pubblicato l’Introduzione nel numero 30 della nostra Rivista.  Costa e Stroscia, nel loro articolo,  analizzano criticamente un recentissimo studio di Case e Deaton sull’aggravarsi dello stato di salute dei nordamericani bianchi nati negli anni…

Quando parlare della scuola diventa un tabù: La disuguaglianza sociale ed il sistema scolastico tedesco

Guido Neidhöfer discute il ruolo della scuola come strumento per attenuare la disuguaglianza sociale e mostra come, se mal disegnate, le politiche scolastiche possano accrescere tale disuguaglianza. A tale proposito, Neidhöfer illustra il caso della Germania dove il successo scolastico dei figli dipende dal grado di istruzione dei genitori molto più che negli altri paesi europei. Secondo Neidhöfer tale fenomeno dipende da una caratteristica del sistema scolastico tedesco: la scelta precoce degli studenti fra i diversi tipi di scuola secondaria.

Urban food policies e food crimes in tempi di crisi

Giovanni Venegoni si occupa delle food policies urbane che rappresentano una delle nuove frontiere dell’amministrazione cittadina e ricorda che l’Urban Food Policy Pact di Milano ha contribuito a portare il tema alla ribalta mediatica. Venegoni richiama l’attenzione su un rischio concreto e crescente, quello dei food crimes (crimini alimentari) e sottolinea che sebbene tali crimini vengano collegati principalmente al mondo rurale essi rappresentano in realtà una minaccia trasversale per l’intera comunità e per i singoli consumatori.

Sustainable Development Goals? Meglio la Laudato Si’

Salvatore Monni e Massimo Pallottino ricordano che lo scorso 25 settembre a New York sono stati presentati i nuovi Sustainable Development Goals (SDGs) rispetto ai quali sono stati formulati numerosi giudizi positivi. Monni e Pallottino, illustrando le principali caratteristiche della nuova agenda di sviluppo delle Nazioni Unite spiegano perché, a loro avviso, essa sia meno innovativa di quanto si tende a ritenere. A questa conclusione i due autori giungono anche attraverso un confronto con l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

La correzione attuariale delle pensioni in essere: da un principio condivisibile a una soluzione difettosa

Alla luce del dibattito che ha seguito la proposta di riforma delle pensioni da parte dell’INPS, in “Contrappunti” ripubblichiamo un contributo di Michele Raitano comparso sul n. 9 del Menabò che mostra i punti deboli dell’idea di ricalcolare le pensioni in pagamento applicando i principi della formula contributiva. Raitano sostiene che questa proposta, pur essendo ispirata a principi condivisibili, farebbe sorgere problemi di equità sorgerebbero se, come è previsto, venissero esentate le pensioni inferiori a una determinata soglia.

La decisione di bilancio nell’esperienza italiana

Marco Polese ricostruendo l’evoluzione del processo di bilancio a partire dall’approvazione della Costituzione e dell’art. 81 sul pareggio di bilancio, ricorda che negli anni ’60 si affermò un’interpretazione estensiva del principio del pareggio nel timore che ostacolasse il riconoscimento dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione. La possibilità di deficit di bilancio impose di rivedere la normativa della contabilità e così nacque la legge finanziaria cui seguì quella di stabilità. Polese sottolinea il ruolo dell’Unione Europea in questo processo.

Ottantuno sfumature di rosso nei bilanci pubblici

Civil Servant ritiene che il pareggio di bilancio imposto ogni anno e in tutti i paesi sia una regola ottusa e controproducente. Invece di cambiarla tutti i governi europei, ad iniziare dalla Germania, preferiscono aggirarla. Civil Servant elenca le pratiche più frequenti dalle quale non ci mette a riparo neanche il nuovo articolo 81 della nostra Costituzione e sottolinea che l’ultima frontiera della finanza creativa è l’uso seriale delle clausole di salvaguardia, nate per garantire il pareggio di bilancio e trasformate in un derivato su eventi improbabili.