I numeri del menabò di Etica ed Economia

Menabò n. 62/2017

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Il secondo appuntamento di A pensarci bene….”, il ciclo di dialoghi con regole inedite organizzato da “Etica e Economia” è fissato per Giovedi 27 aprile alle ore 18 nella sala convegni della Città dell’Altra Economia, a Roma.

Stefano Fassina e Chiara Saraceno dialogheranno su

“Reddito o lavoro per tutti?”

Ulteriori  informazioni si trovano sulla pagina dedicata nel nostro sito.

 

Tanti auguri di Buona Pasqua ai nostri lettori.

 

In questo numero del Menabò,  Vaudo Scarpetta  ci parla della corsa allo spazio e alla Luna,  Pratesi dei  problemi che pone l’uso statistico dei  Big data,  Nocella dello stato dell’economia come scienza,  Fantozzi dei favori fiscali per i super-ricchi.  Capesciotti esamina il Decreto Minniti  sull’immigrazione,  Jaconis presenta la tesi di Streeck sulla fine del capitalismo,  Tridico dà conto di quanto ha detto il Papa sul capitalismo contemporaneo nella visita a Roma Tre e, infine, Franzini e Raitano riflettono sui commenti a uno studio dell’Ocse sull’inclusività della scuola italiana.

Più in dettaglio, nell’articolo di apertura Ersilia Vaudo Scarpetta racconta del crescente dinamismo delle imprese spaziali, dell’entrata in campo di nuovi attori istituzionali e privati e di ambiziosi programmi di esplorazione.  Le destinazioni sono molte – comete, asteroidi, pianeti –  ma la grande novità, sostiene Vaudo Scarpetta,  è  il rinnovato interesse per la Luna, avamposto a “portata di mano”,  dove si vorrebbero stabilire postazioni umane permanenti.  La corsa verso la Luna vede in prima fila anche i miliardari di Silicon Valley, moderni cercatori d’oro, proiettati verso nuove frontiere spaziali da conquistare.

Nel successivo articolo, Monica Pratesi esamina i Big data dal punto di vista della produzione dei dati statistici e del passaggio da dato ad informazione e conoscenza. Dopo aver ricordato che gli utilizzatori dei dati non possono ignorare le caratteristiche del processo che ha portato alla loro produzione, Pratesi sostiene che la posta in gioco è alta e non riguarda solo i confini disciplinari tra statistica, informatica, scienze sociali ed economiche. In gioco c’è la formazione di giovani, la tutela della privacy e la costruzione di una rappresentazione condivisa dei fenomeni reali.

Gianluigi Nocella si occupa dello stato dell’economia come scienza basandosi un recente articolo di Paul Romer, economista di grande prestigio, che è molto importante per numerosi motivi. Dopo aver brevemente ricostruito l’evoluzione della macroeconomia nel corso degli ultimi decenni,  Nocella focalizza la sua attenzione sulla tendenza di molti a piegare le evidenze empiriche alle  convinzioni teoriche e  dà voce alla denuncia di Romer: dagli anni ’70 tra i macroeconomisti si è affermata una sorta di “tribalismo”  che spinge a preferire i canoni della fede a quelli della scienza.

Roberto Fantozzi, nel quarto articolo,  esamina lo speciale trattamento fiscale introdotto di recente per i  super-ricchi. Dopo aver illustrato i tratti salienti della nuova norma, Fantozzi  si chiede perché essa non abbia suscitato un vero dibattito e in particolare se ciò sia dovuto al fatto che, come affermato dal Governo, la norma ha motivazioni  “apparentemente semplici” ed è priva di controindicazioni. La conclusione di Fantozzi è che  in realtà le motivazioni sono “certamente comode” e il provvedimento concede vantaggi a chi proprio non ne ha bisogno.

Nella prima Scheda, Marta Capesciotti descrive sinteticamente il contenuto del recente decreto-legge n. 17/2017 in materia di immigrazione (c.d. “Decreto Minniti”). Capesciotti esamina la portata innovativa del Decreto rispetto alle  recenti linee di tendenza in materia di governo dell’immigrazione e sostiene che il decreto sembra riconfermare la gestione prettamente emergenziale del fenomeno migratorio senza fornire un ripensamento complessivo dell’attuale sistema legislativo in materia.

Stefania Jaconis dedica la seconda Scheda a  commentare How will Capitalism end?,   l’ ultimo libro di Wolfgang Streeck. Dopo aver ricordato quanto sia fecondo l’approccio di Streeck  – basato sull’integrazione di economia e sociologia – all’analisi del capitalismo,  Jaconis si sofferma sul  problema principale individuato da  Streeck, e cioè l’affemarsi di una disuguaglianza oligarchica che pone il capitalismo in conflitto con la democrazia. Da questo conflitto Streeck non si attende nulla di buono e non esclude uno scenario in cui “tutti saranno in guerra con tutti”.

Pasquale Tridico dà conto di quanto Papa Francesco ha detto in occasione della sua visita all’Università  Roma Tre. Dopo aver presentato gli argomenti con i quali il Papa ha criticato il capitalismo contemporaneo, Tridico si sofferma sui due insegnamenti che si possono trarre da essi:  la necessità di porre il lavoro e la produzione al servizio dell’uomo e di frenare il processo di finanziarizzazione con le sue negative conseguenze. Tridico conclude sostenendo che l’Università e la ricerca dovrebbero prestare attenzione a questi due insegnamenti.

Nel Contrappunto conclusivo,  Maurizio Franzini e Michele Raitano esaminano un recente studio pubblicato dall’OCSE che ha ricevuto molta attenzione  e che è stato interpretato come la prova che la scuola italiana riduce i divari tra  i figli dei ricchi e quelli dei poveri. Franzini e Raitano spiegano l’effettivo contenuto dello studio e perché esso non possa in alcun modo giustificare l’affermazione che la scuola italiana è “inclusiva”.  Al contrario,  altri dati mostrano che essa non lo è affatto e  rischia di esserlo sempre meno, se alcune tendenze in atto non verranno contrastate.

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