I numeri del menabò di Etica ed Economia

Menabò n. 55/2016

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Rafa Win

Rafa Win

In questo numero del Menabò, Azzariti e Bifulco si occupano, da punti di vista diversi, dei problemi che si pongono nel dopo-referendum; Caruso critica le interpretazioni prevalenti delle ragioni del successo di Trump; Baffigi partendo da una vecchia lettera polemica di Padoa-Schioppa a Caffè riflette sulle loro diverse concezioni di democrazia e Europa; Magnani illustra la possibilità che questo sia il “Secolo del Pacifico” e i problemi posti dal ruolo egemonico della Cina; Bogliacino, Codagnone e Veltri esaminano criticamente l’approccio alla politica economica basato sui nudge; Fontanarosa illustra le nuove norme sul caporalato; Paesani dà conto di una recente lezione di Rodrik sulle disuguaglianze e Raitano critica la classifica dei licei di recente prodotta dalla Fondazione Agnelli.

Più in dettaglio, nell’articolo di apertura Gaetano Azzariti partendo dalla considerazione che occorre guardare oltre le ripercussioni politiche del voto al referendum costituzionale, sostiene che quel voto è espressione della volontà di riaffermare in modo non conservatore i principi della costituzione e indica alcune innovazioni nell’organizzazione dello stato necessarie e realizzabili in nome della costituzione. Azzariti sottolinea anche la difficoltà di dar seguito alle sue proposte se non si colmerà il vuoto lasciato dalle forze politiche organizzate.

Nel successivo articolo, Raffaele Bifulco si concentra sulle origini del progetto di riforma costituzionale bocciato nel referendum dello scorso 4 dicembre, mostrando che i suoi contenuti erano in linea con tendenze di fondo presenti da tempo risalente in Italia. Bifulco sostiene che il referendum chiude una fase di riforme non solo costituzionali, senza apprestare una concreta soluzione alle esigenze insopprimibili di un più adeguato bicameralismo e di un ripensamento dell’istituto regionale.

Loris Caruso, nel suo articolo, sottopone a critica la diffusa tesi secondo cui le classi popolari sarebbero state decisive per la vittoria di Trump. Caruso, dopo aver richiamato studi recenti che mostrano come Trump abbia ottenuto voti soprattutto tra i ceti medio-alti, si chiede come Trump possa essere considerato una figura «anti-establishment» e conclude sostenendo che in Usa, in Europa e altrove, è in atto non soltanto una rivolta, per via elettorale, del popolo contro le élite ma anche una poderosa rivolta dell’élite contro il popolo.

Alberto Baffigi trae spunto da una polemica lettera che Tommaso Padoa-Schioppa inviò a Federico Caffè nel settembre del 1978, alla vigilia dell’accordo sul Sistema Monetario Europeo, per mettere a confronto le loro diverse concezioni della democrazia e dell’Europa. Baffigi sostiene che la concretezza di Caffè, radicata nell’”economia del benessere” e nell’attenzione ai problemi distributivi, appare ancora oggi un’opzione su cui riflettere per rafforzare le basi democratiche delle nostre società e ridare slancio al progetto europeo.

Elisabetta Magnani, nel quinto articolo, esamina la tesi secondo cui il centro geopolitico del mondo si starebbe spostando verso Est, cosicché il 21° secolo sarebbe il “Secolo del Pacifico”, e a tal spostamento collega alcuni eventi verificatisi di recente nel Mare Cinese meridionale. Magnani sostiene che alle tendenze favorevoli all’affermarsi del “Secolo del Pacifico” se ne affiancano altre che rivelano tensioni interne al Pacifico e che hanno come attore principale la Cina, fortemente interessata ad assicurarsi, per ragioni economiche, il controllo di quel mare.

Francesca Fontanarosa, nella prima Scheda, esamina la legge n. 199 del 2016 in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro e del riallineamento retributivo nel settore agricolo. Dopo avere illustrato l’evoluzione normativa in materia di “caporalato”, Fontanarossa mette in evidenza i profili più innovativi della legge, richiama gli strumenti di sostegno e tutela per i lavoratori vittime di caporalato, e sottolinea l’importanza del coordinamento tra le istituzioni coinvolte nel contrasto della disgregazione sociale.

Francesco Bogliacino, Cristiano Codagnone e Giuseppe A. Veltri, nella seconda Scheda, discutono dei nudge (spintarelle), un recente approccio di politica economica che mira non ad alterare formalmente l’insieme delle opzioni a disposizione degli individui ma a modificare il contesto nel quale vengono prese le decisioni in modo da limitare il rischio di decisioni dannose per chi le assume e per la collettività. Gli autori esaminano in particolare gli aspetti di natura etica connessi all’utilizzo dei nudge e alcuni problemi che sorgono nella loro pratica applicazione.

Il Resoconto di Paolo Paesani è dedicato alla XVI Lezione “Angelo Costa” tenuta di recente da Dani Rodrik sul rapporto tra disuguaglianza all’interno dei singoli paesi, tra paesi e a livello globale. Paesani ripropone i dati presentati da Rodrik e si sofferma sulle sue considerazioni circa il ruolo della mobilità internazionale del lavoro nell’attenuare la disuguaglianza dei redditi a livello globale e sul rischio che flussi migratori crescenti spingano i paesi sviluppati a ridurre l’offerta di beni pubblici con una ricaduta negativa sull’equità   al loro interno.

Infine, Michele Raitano, nel Contrappunto, discute dell’utilità e dei rischi dei ranking, sempre più diffusi, prendendo come esempio la classifica dei licei italiani recentemente prodotta dalla Fondazione Agnelli. Secondo i proponenti la posizione delle scuole nella classifica rifletterebbe la loro capacità di formare buoni studenti universitari. Raitano mostra l’ inadeguatezza dei criteri adottati a rappresentare quella capacità e mette in guardia contro le conseguenze negative per l’efficienza e l’equità di ranking basati su criteri di valutazione non appropriati.

Il Menabò ritornerà a metà gennaio. A tutti i nostri lettori i più cari auguri di Buon Natale e Buon Anno.

Ricordiamo anche che sono aperte le iscrizioni all’Associazione “Etica e Economia”.

Le modalità per iscriversi sono consultabili al seguente link 

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