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	<title>Commenti a: L&#8217;economia della conoscenza e la rivoluzione del capitalismo cognitivo</title>
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		<title>Di: Stefano Sylos Labini</title>
		<link>http://www.eticaeconomia.it/leconomia-della-conoscenza-e-la-rivoluzione-del-capitalismo-cognitivo.html/comment-page-1#comment-248</link>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:13:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo articolo che ha delle implicazioni molto importanti ad esempio nei processi di riconversione della produzione e dei prodotti sul piano energetico e ambientale. La riconversione produttiva richiede un ruolo attivo del lavoro in quanto soggetto autonomo, proprio perché l’innovazione non passa solo attraverso gli investimenti delle aziende ma dipende anche dal coinvolgimento dei lavoratori che, attraverso la loro conoscenza ed esperienza, il loro impegno e il loro ingegno, possono dare una spinta determinante sia ai processi di innovazione della produzione e dei prodotti sia alle decisioni di investimento sia all’organizzazione della produzione. Queste considerazioni aprono un terreno di confronto negoziale rilevante tra gli stabilimenti produttivi, gli enti locali e le associazioni che operano nel territorio e spingono su un livello di qualità le ipotesi rivendicative della contrattazione aziendale e nazionale all’interno delle imprese in termini di diritti, di partecipazione e di formazione e aggiornamento professionale dei lavoratori.
E&#039; questo il tema di una collaborazione a cui sto partecipando con alcuni esponenti della FIOM - CGIL e di Greenpeace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo che ha delle implicazioni molto importanti ad esempio nei processi di riconversione della produzione e dei prodotti sul piano energetico e ambientale. La riconversione produttiva richiede un ruolo attivo del lavoro in quanto soggetto autonomo, proprio perché l’innovazione non passa solo attraverso gli investimenti delle aziende ma dipende anche dal coinvolgimento dei lavoratori che, attraverso la loro conoscenza ed esperienza, il loro impegno e il loro ingegno, possono dare una spinta determinante sia ai processi di innovazione della produzione e dei prodotti sia alle decisioni di investimento sia all’organizzazione della produzione. Queste considerazioni aprono un terreno di confronto negoziale rilevante tra gli stabilimenti produttivi, gli enti locali e le associazioni che operano nel territorio e spingono su un livello di qualità le ipotesi rivendicative della contrattazione aziendale e nazionale all’interno delle imprese in termini di diritti, di partecipazione e di formazione e aggiornamento professionale dei lavoratori.<br />
E&#8217; questo il tema di una collaborazione a cui sto partecipando con alcuni esponenti della FIOM &#8211; CGIL e di Greenpeace.</p>
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