Datario dell’U.E
Le date dell’integrazione europea
1948 - Congresso dell’Aia organizzato dal Movimento europeo con partecipazione di molti dei più importanti statisti europei, fra i quali De Gasperi e Churchill
1950 - Il 9 maggio, con la dichiarazione Schuman, ispirata da Jean Monnet, viene avviato il processo d’integrazione europea tramite la messa in comune delle risorse del carbone e dell’acciaio, come prima tappa verso un federazione europea
1951 - Viene siglato il trattato di Parigi, attraverso il quale Francia, Germania, Italia, Belgio , Olanda e Lussemburgo danno vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Vengono create, anche se con nomi differenti, le odierne istituzioni europee: la Commissione europea, il Consiglio dei ministri, il Parlamento europeo
1954 - La Germania viene ammessa nella Nato. Il parlamento francese boccia definitivamente il trattato, siglato nel 1952, che istituiva una Comunità europea di difesa (CED) e quindi un esercito europeo. Nasce il Centro europeo di ricerche nucleari (CERN).
1957 - Rilancio dell’integrazione dopo il fallimento della CED e lo scacco delle potenze europee nella crisi di Suez. Firmati i trattati di Roma, il più importante dei quali è quello per la costituzione della Comunità economica europea (MEC o CEE) , con l’obiettivo di favorire la libera circolazione di merci, persone e capitali e una integrazione progressiva (entro il 1970) di politiche economiche e sociali.
1961 - Prima domanda d’adesione britannica
1964 - Apertura dei negoziati commerciali multilaterali (Kennedy Round) per ridurre le barriere doganali. La Comunità europea, rappresentata dalla Commissione, ottiene buoni risultati
1966 - L’attivismo della Commissione e del suo presidente Hallstein in materia di gestione delle risorse finanziarie provoca la reazione di De Gaulle. Il ‘compromesso di Lussemburgo’ sancisce il diritto di veto degli stati su qualsiasi misura legislativa proposta dalla Commissione che essi ritengono vada contro i loro interessi nazionali. Accordo per la libera circolazione di prodotti agricoli e industriali entro il 1978.
1967 - Seconda domanda d’adesione britannica e nuovo veto di De Gaulle
1968 - L’Unione doganale, prevista dal trattato CEE per il 1970, viene realizzata con 18 mesi di anticipo
1970 - Primo importante vertice europeo (fra i capi di Stato e di governo dei Sei) a l’Aia. I leader si impegnano per il trittico: completamento (del regolamento finanziario agricolo), approfondimento (unione economica e monetaria), allargamento (alla Gran Bretagna e soci)
1973 - Ingresso nella CEE di Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca. Crisi petrolifera e monetaria internazionale fanno saltare il progetto di unione economica e monetaria della Comunità dei nove.
Con il trattato di libero scambio con la Finlandia , la CEE conclude gli accordi con l’area di libero scambio dell’EFTA.
1974 - Al vertice di Parigi viene deciso di creare un Consiglio europeo (da non confondere con il Consiglio dei ministri che è organo comunitario previsto dai trattati) che riunisca tutti gli anni i leader europei. Decise le elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo, fino ad allora composto da rappresentanti dei parlamenti nazionali
1975 - La convenzione di Lomé associa alla Comunità 46 paesi dell’Africa dei Caraibi e del Pacifico
1978 - Dopo l’impulso venuto dal presidente della Commissione Jenkins, al vertice di Brema, Giscard d’Estaing e Helmut Schmidt convengono sulle linee essenziali di un Sistema monetario europeo (SME) che fissa una griglia di parità fra le valute europee fondata sull’Ecu
1979 - Entra in vigore lo SME. Primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale: la maggioranza dei membri fanno parte del gruppo socialista, che subito fa valere il suo peso bocciando per la prima volta il bilancio comunitario. Margaret Thatcher diventa primo ministro britannico
1981 - La Grecia diventa il decimo membro della Comunità europea.Francois Mitterand viene eletto a grande maggioranza presidente della repubblica francese
1983 - Mitterrand abbandona il suo programma di nazionalizzazioni e di ‘socialismo in un solo paese’ e decide per il mantenimento del franco nello SME e per la politica del rigore
1985 - Jacques Delors, principale sostenitore della politica del rigore in Francia, diventa presidente della Commissione. La Commissione presenta il ‘libro bianco’ sulla realizzazione del mercato interno (eliminare tutte le barriere non tariffarie). Il Consiglio europeo di Milano decide per la convocazione di un conferenza intergovernativa per la modifica dei trattati
Approvazione del progetto Eureka per la cooperazione tecnologica europea.
1986 - Spagna e Portogallo entrano a far parte delle Comunità europee. Viene siglato l’Atto unico europeo, un vero e proprio trattato con il quale, tra l’altro, vengono ampliate le politiche per le quali le decisioni devono essere prese a maggioranza, viene rafforzato il ruolo del Parlamento europeo
1990 - Riunificazione tedesca tramite l’adesione della Repubblica democratica a quella federale, senza che questo comporti un ampliamento del numero dei membri della Comunità. Iniziano le conferenze intergovernative per l’unione monetaria e quella, parallela, per l’unione politica
1991 - Crisi jugoslava e dissoluzione del patto di Varsavia. Con gli ‘accordi europei’ la Comunità inizia la strategia dell’allargamento ad est. Mitterand e Kohl si accordano sulla creazione degli Europcorps.
1992 - Viene siglato a Maastricht il trattato che sostituisce alla Comunità europea un’Unione europea fondata su tre pilastri: quello comunitario della Comunità economica europea; quelli intergovernativi della Politica estera e sicurezza comune (PESC) e quello della cooperazione in materia di giustizia e affari interni. Le novità più importanti riguardano la fissazione delle tappe per la definitiva integrazione monetaria prevista al più tardi per il 1999, nonché la definizione di una prima piattaforma di cittadinanza europea. I diritti che compongono detta cittadinanza, indicati all’art. 8, prevedono tra l’altro che il cittadino dell’Unione residente in Stato diverso dal proprio possa votare ed essere eletto nelle elezioni amministrative. Il Trattato inoltre preannuncia l’adozione da parte degli Stati membri di una Carta destinata “a completare i diritti previsti nella presente parte”. Malgrado tutto questo, il sistema istituzionale rimane invariato rispetto a prima, mentre il progetto dell’Unione politica rimane nel vago. Nel complesso l’approfondimento dell’Unione ha prevalso sull’allargamento.
In Francia il trattato di Maastricht viene sottoposto all’approvazione tramite referendum popolare e solo il 51 per cento dei votanti si dimostra in favore. Lo SME entra in crisi con la svalutazione della lira e della sterlina.
1993 - Entra in vigore il grande mercato interno; il commissario alla Concorrenza veglierà in modo più autorevole sulla correttezza della competizione fra le imprese europee. Importante Consiglio europeo (o vertice, che dir si voglia) a Copenaghen dove vengono definiti i paesi dell’Est che partecipano ai negoziati per la futura adesione, e i criteri che essi devono soddisfare per aderire.
1995 - L’Unione europea si allarga ad Austria, Finlandia e Svezia (Europa dei Quindici). Entrano in vigore gli accordi di Schengen (non nel quadro comunitario e dei trattati) fra sette paesi dell’Unione europea che eliminano i controlli di sicurezza alle frontiere fra di loro.
Prima conferenza euro-mediterranea a Barcellona.
1996 - La Gran Bretagna produce un Libro Bianco contro ogni tentativo di allargare l’adozione del voto a maggioranza o di rafforzare l’integrazione nel campo della politica estera. Esplosione della malattia della ‘mucca pazza’ e embargo sulle esportazioni di carne inglese
1997 - Viene siglato il trattato di Amsterdam. Inaugura la serie dei trattati stipulati per rimuovere i ‘left over’ i problemi irrisolti dei trattati precedenti. In particolare doveva risolvere la questione della politica estera europea accantonata a Maastricht. Risultati scarsi: creazione della figura, senza poteri, dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza (Solana) e regolamentazione delle ‘cooperazioni rafforzate’.
1998 - Il Consiglio Europeo riunito in seduta straordinaria decide che undici Stati membri soddisfano le condizioni per l’adozione della moneta unica a partire dal 1 gennaio 1999.
1999 – Lancio ufficiale dell’Euro . Austria , Belgio, Finlandia, Francia, Germania , Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna adottano l’euro come moneta ufficiale a partire dal primo gennaio 2002. Per l’Italia il valore di un euro è di lire 1936,27.
L’italiano Romano Prodi diventa a settembre Presidente della Commissione della Unione Europea.
Si tiene a Seattle il Millennium Round dell’Organizzazione mondiale del Commercio OMC; i risultati per l’avvio di un nuovo ciclo di negoziati commerciali sono scarsi. Si afferma invece per la prima volta il cosiddetto movimento dei no-global.
Nel mese di giugno il Consiglio europeo di Colonia afferma che la “tutela dei diritti fondamentali costituisce presupposto della legittimità dell’Unione europea. L’obbligo dell’Unione di rispettare i diritti fondamentali è confermato e definito dalla Corte di Giustizia nella sua giurisprudenza. Allo stato attuale dello sviluppo dell’Unione è necessario elaborare una Carta di tali diritti al fine di sancirne in modo visibile l’importanza capitale e la portata per i cittadini dell’Unione. Segue l’indicazione di una traccia per l’elaborazione della Carta.
Nel mese di ottobre il Consiglio di Tampere, in ottemperanza di quanto previsto nel trattato di Maastricht, affida la definizione di una Carta dei diritti fondamentali ad un apposito organo composto da un Presidente, quindici rappresentanti dei Capi di Stato e di Governo, trenta membri dei Parlamenti nazionali, sedici del Parlamento europeo ed un rappresentante della Commissione. All’inizio dei propri lavori l’organo stabilisce, su impulso del Parlamento europeo, di autonominarsi “Convenzione”.
2000 – Si svolge a Lisbona un Consiglio straordinario europeo per definire una nuova strategia dell’UE volta a potenziare l’occupazione , la riforma economica e la coesione sociale.
In margine ai lavori della Conferenza di Nizza del 10 dicembre convocata per discutere le modifiche istituzionali conseguenti l’allargamento dell’Unione, i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio europeo e della Commissione con una decisione di compromesso fanno propria la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei nella forma di dichiarazione politica, rimettendo al Consiglio europeo di Laeken la decisione circa lo status del predetto documento.
La Carta si discosta (positivamente) dalla traccia del Consiglio di Colonia perché non si limita a “prendere in considerazione” i diritti economici e sociali, ma li considera parte integrante di una visione complessiva all’interno della quale detti diritti sono condizione per la piena esplicazione della persona. Più controverso è il rapporto con la Dichiarazione di Vienna delle Nazioni Unite del 1993, alla quale si deve la più rigorosa consequenzialista del principio di indivisibilità: i diritti sono tali in quanto frutto di scelte effettive e concorrono a rafforzarsi reciprocamente. La Carta di Nizza qualifica come indivisibili non direttamente i diritti, ma i valori di cui i diritti sono la traduzione giuridica per evitare che il consequenzialismo in materia di diritti lasci scoperte dalla protezione alcune categorie – per esempio il diritto all’integrità fisica e psichica (art. 3, primo comma) – e quindi la discriminazione possa riemergere sul piano della gerarchia di valori. Per coerenza anche formale alla nuova impostazione, nell’impianto del testo i Capi della Carta non corrispondono alle partizioni fra diritti civili, politici e sociali contenute nella Costituzione e nelle Carte internazionali del secondo dopoguerra.
2001 - Nella causa C-173/99, in data 8 febbraio l’Avvocato generale Tizzano conclude la sua esposizione invitando la Corte di Giustizia a considerare che, quando si discute di diritti fondamentali “non si possono ignorare le pertinenti enunciazioni della Carta”. La Corte tuttavia ha finora negato qualsiasi valore giuridico alla Carta.
Nel dicembre, il Consiglio europeo di Laeken convoca una “Convenzione” – formata come la precedente salvo per l’aggiunta di due vice contestualmente nominati al Presidente, e di un secondo rappresentante della Commissione – con “il compito di esaminare le questioni essenziali che il futuro sviluppo dell’Unione comporta e di ricercare le diverse soluzioni possibili”. Tra le questioni essenziali vi è l’opportunità o meno di inserire la Carta nel Trattato di base ed ancora se la semplificazione ed il riordino dei testi vigenti “debbano portare, a termine, all’adozione nell’Unione di un testo costituzionale”.
2002 - Il 1° gennaio entrano in circolazione banconote e monete della nuova moneta unica l’EURO che sostituirà le monete nazionali. Il potere di autorizzare le emissioni passa alla Banca Centrale Europea (BCE). Fanno parte dell’area dell’euro: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi , Portogallo, Spagna.
Si tiene a Bruxelles, il 28 febbraio, la sessione inaugurale della Convenzione sull’avvenire dell’Europa. Presidente: Giscard d’Estaing.
Si apre il dibattito sull’allargamento dell’Europa all’Est: Il Consiglio Europeo fissa condizioni e calendario per i Paesi che hanno avanzato la candidatura.
La Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea del 24 dicembre pubblica il Protocollo sullo Statuto della Corte di giustizia (composto da 15 giudici e otto Avvocati generali) al quale possono ricorrere non solo gli Stati membri o la Commissione ma anche cittadini privati . Il protocollo prevedere una serie di incompatibilità per i giudici al fine di evitare ogni conflitto di interessi.
2003 - Mentre l’Euro si rafforza e diventa in alcuni paesi moneta di riserva accanto al dollaro nei cui riguardi si è rivalutato, la forza politica dell’Unione Regionale.
L’Europa si indebolisce a causa della divisione sulla guerra “ preventiva” che il presidente degli Usa intende sferrare contro l’Iraq d’accordo con il Premier inglese Blair. In precedenti occasioni crisi gravi (Bosnia, Afghanistan) erano state evitate con compromessi, pur nella diversità delle posizioni.
2004 - Il 29 ottobre a Roma, in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi i capi di Stato e di governo dei 25 paesi membri dell’Unione Europea hanno firmato il Trattato costituzionale per l’Europa. I paesi candidati, Turchia, Bulgaria e Romania, hanno firmato solo l’Atto finale.
L’accordo sul trattato era stato raggiunto dai leaders europei al Consiglio di Bruxelles del 17 e 18 giugno 2004.
Romano Prodi conclude con questo importante atto il periodo di presidente della Commissione Europea. Il 1° novembre lo sostituisce il portoghese Barroso.
2005 - Il 22 e 23 marzo il Consiglio europeo ha rilanciato la strategia di Lisbona ( vedi riquadro che segue):

8 maggio 2005 - La Costituzione europea, compromesso faticosamente raggiunto tra i vari Stati, è stata bocciata dal 54,65 per cento dei francesi nel referendum di ratifica. Il no assume tanto maggior peso in quanto ha votato il 70 per cento degli aventi diritto.
1 giugno 2005 - Il 61,6 per cento degli olandesi ha votato contro la Costituzione europea.
15 giugno 2005 - Regno Unito e Repubblica ceca hanno sospeso il processo di ratifica della Costituzione europea dopo il no francese.
1 luglio 2005 - Per sciagura dell’Europa, in un momento delicato di stallo, assume il turno di presidenza dell’Unione Europea l’inglese Blair. Malgrado la dichiarazione di “ europeismo” fatta all’investitura i suoi mesi di presidenza segnano una stasi assoluta nella vita e nell’iniziativa dell’Unione Europea. Solo in extremis, a Natale, non ostante la presidenza britannica, viene raggiunto nel Consiglio dei Capi di Stato e di governo un accordo sul Bilancio dell’Unione Europea 2007-2013 che, se riduce drasticamente la spese federali per la ricerca e le reti di collegamento, salva e tutela i fondi di coesione ( all’Italia 1,4 miliardi di euro aggiuntivi) e riduce il contributo totale netto dell’Italia.
1 gennaio 2006 - Assume la Presidenza del Consiglio dell’Unione l’austriaco Wolfgang Schussel.
Continua il sonno del Presidente della Commissione, Barroso. Funzionano solo la Banca Europea e i richiami del commissario Almunia al rispetto da parte dei vari paesi dei parametri di bilancio.
1 luglio 2006 - Assume la Presidenza del Consiglio europeo, “nell’indifferenza generale” il finlandese Vanhaneni. La stampa internazionale prevede letargo fino all’assunzione della presidenza da parte della Germania (Angela Merkel) anche se per l’autunno sono previste riunioni importanti del Consiglio (ingresso Turchia, Croazia, progetti di integrazione giudiziaria).
1 gennaio 2007 - Croazia e Slovenia entrano nell’Unione Europea. La Slovenia annuncia l’adozione dell’euro. Presidente della nuova Europa a 27 membri diventa il cancelliere tedesco Angela Merkel che nel discorso di insediamento ripropone come essenziale la approvazione di una Costituzione Europea prima delle elezioni del 2009 riafferma i valori della libertà, della differenza e della tolleranza. La Merkel propone altresì un progetto europeo per la sicurezza energetica, nuove relazioni commerciali con la Russia e un impegno per un processo di pace in Medio Oriente.
3 gennaio 2007 - L’Unione Europea prende le distanze dalla esecuzione capitale di Saddam Hussein e conferma la sua opposizione alla pena di morte.
25 marzo 2007 - Nel cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Unione Europea, su proposta della presidenza tedesca, è stata solennemente firmata a Berlino, dai capi di Stato e di governo dei 27 paesi dell’Unione, una “Dichiarazione” di due cartelle redatta dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel dopo consultazioni con i governi. La dichiarazione di Berlino,che inizia con le parole “ Noi popoli dell’Europa” al di là di una apparente semplicità, afferma l’adesione a valori importanti affermando che l’Unione Europea “è basata su eguaglianza e diritto, tolleranza e solidarietà reciproca” preservando “le particolarità e le molteplici tradizioni dei suoi membri.”.La dichiarazione afferma che “solo insieme possiamo preservare il nostro modello sociale europeo per il futuro. Questo modello combina successorio economico e responsabilità sociale a beneficio di tutti i cittadini dell’Unione Europea” Essa si conclude con il solenne impegno “a rinnovare, in tempo per le elezioni del Parlamento Europeo del 2009, le fondamenta comuni sulle quali l’Europa è costruita”, impegno che rilancia con un termine preciso l’approvazione di una Costituzione Europea.
13 dicembre 2007 - Sotto la presidenza portoghese il Consiglio dei Capi di stato e di governo dei 27 Stati membri firma a Lisbona un “Trattato” sostitutivo della Costituzione non ratificata da alcuni Stati. Il “Trattato di Lisbona” accresce i poteri del Parlamento europeo, riconosce agli Stati membri il diritto di recedere dall’Unione, introduce in taluni casi il principio della maggioranza qualificata in luogo dell’unanimità, istituisce la figura di un Alto rappresentante (che sarà anche vicepresidente della Commissione Europea) per “ la politica estera e la sicurezza”, rende giuridicamente vincolanti i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Il Trattato dovrà essere sottoposto a ratifica nei singoli Stati.
18 dicembre 2007 - L’Ungheria è il primo Stato che ha ratificato il trattato di Lisbona.
1 gennaio 2008 - La Slovenia assume la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.
marzo 2008 - L’Unione Europea si conferma nel mondo come il principale erogatore ufficiale di aiuti allo sviluppo.
22 aprile 2008 - Il parlamento europeo ha ampliato i poteri del “mediatore europeo” che avrà ampi diritti di intervento nel caso di cattiva amministrazione. Tutti i cittadini e le persone residenti nell’Unione potranno rivolgersi al Mediatore, presso la commissione di Bruxelles, nei casi di malamministrazione.
27 aprile 2008 - La presidenza slovena dell’UE respinge le pressioni ad invitare il Dalai Lama ad una riunione del Consiglio dell’Unione.
1 luglio 2007 - Mentre la crisi finanziaria ed economica iniziata nell’agosto del 2007 precipita e minaccia Stati Uniti ed Europa assume la presidenza del Consiglio d’Europa il presidente francese Sarkozy.
Settembre-ottobre 2008 - La crisi travolge banche e borse americane ed europee. Sarkozy propone l’istituzione di un fondo europeo di intervento per garantire depositi e banche. La proposta non passa per l’opposizione della Cancelliera tedesca Merkel. Il 10 ottobre, con l’appoggio del premier laburista Brown, il francese Sarkozy propone un intervento contemporaneo di tutti i paesi dell’area euro per un intervento a tutela dei risparmiatori e delle banche. La proposta è accolta e con decreti contemporanei il giorno 11 ottobre i vari governi europei varano il piano di interventi. Tutte le borse europee riprendono a salire.
Ottobre-dicembre 2008 - La crisi economica partita dagli Stati Uniti investe tutto il mondo e con esso l’Europa. Tale crisi e le tensioni internazionali continuano ad avere grande attenzione da parte del presidente dell’UE, Sarkozy, mentre si chiude nel silenzio il segretario della Commissione Europea, Barroso, preoccupato di non urtare nessuno alla vigilia del possibile rinnovo del suo mandato. Sarkozy ottiene una riunione del G20 a Washington sulla crisi , il 15 novembre 2008, ma le conclusioni della riunione sono generiche e limitate a causa della opposizione di Bush e del governo inglese a interventi statali incisivi, in nome di una ultima difesa della deregulation. Sarkozy ottiene tuttavia l’impegno per una ulteriore riunione per il mese di marzo 2009, con il nuovo presidente statunitense Obama.
Alla fine di dicembre precipita la situazione in Medio Oriente. In risposta ad atti provocatori di elementi di Hamas. Israele bombarda con aerei la striscia di Gaza, colpendo 130 obiettivi e facendo 340 morti e si prepara a invadere il territorio palestinese. A nome dell’Unione Europea, Sarkozy chiede una tregua di due giorni, ma il governo israeliano respinge la richiesta. La fine del mandato di Sarkozy coincide con l’invasione della Striscia di Gaza da parte delle forze corazzate israeliane e con l’inizio del “rastrellamento casa per casa” degli aderenti al partito di Hamas, legale maggioranza al governo della Striscia.

