Marta Fana ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Institut d’Études Politiques di SciencesPo a Parigi, dopo aver studiato all’Università Tor Vergata di Roma, alla Toulouse School of Economics e al Collegio Carlo Alberto di Torino. Ha iniziato l’attività di ricerca studiando appalti e corruzione e oggi si occupa di political economy, in particolare di mercato del lavoro, organizzazione del lavoro e disuguaglianze economico-sociali. È membro della redazione di “Jacobin Italia”.

Basta salari da fame: le ragioni di un salario minimo

Marta e Simone Fana presentano un estratto del loro libro “Basta Salari da Fame” pubblicato da Laterza. Dopo aver presentato alcuni dati sull’evoluzione del mercato del lavoro italiano, da cui emerge la necessità di porre il tema del livello dei salari e, dunque, della lotta al lavoro povero al centro del dibattito di politica economica, gli autori sostengono che alla base delle tendenze in atto c’è lo squilibrio di potere tra imprese e lavoratori e concludono affermando che la ricomposizione del mondo del lavoro non può prescindere dalla rivendicazione di salari minimi più elevati.

Il Jobs Act e il costo della nuova occupazione: una stima

Marta Fana e Michele Raitano si propongono di stimare quanto inciderà sul bilancio pubblico la decontribuzione sul costo del lavoro prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015. A questo scopo, essi formulano diverse ipotesi su variabili rilevanti fini del calcolo, come la durata media dei nuovi contratti e la distribuzione delle retribuzioni. La conclusione alla quale giungono è che il costo lordo per il bilancio pubblico nel triennio di sgravio oscillerà, a seconda delle ipotesi, tra i 22 e i 14 miliardi.

La nuova frontiera del precariato: i buoni lavoro

Marta Fana descrive l’evoluzione normativa e le evidenze disponibili sul sistema dei buoni lavoro (i voucher). Fana sottolinea che le riforme del mercato del lavoro hanno costantemente liberalizzato il lavoro accessorio fino ad estenderlo a tutti i settori e ricorda che il Jobs Act ha aumentato i massimali di reddito percepibili. Esaminando i dati Fana documenta la crescita esplosiva dell’uso dei voucher: soltanto nel 2015 ne sono stati venduti più di 71 milioni e i lavoratori, soprattutto giovani, interessati da questa nuova forma di lavoro precario, sono oltre un milione.