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	<title>Etica ed Economia &#187; Pubblica Amministrazione</title>
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		<title>Il problema della PA digitale è la governance</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lreggi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La dichiarazione dei Ministri per l’Innovazione dell’Unione Europea riunitisi a Malmo il 18 Novembre 2009 rilancia il tema dell’e-government e della trasparenza della PA.  Ma in Italia siamo in ritardo: secondo Eurostat il nostro paese è al 22esimo posto su 27 stati membri per utilizzatori di servizi di e-government ad alta interattività.  Il problema però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Cambria;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">La dichiarazione dei Ministri per l’Innovazione dell’Unione Europea riunitisi a Malmo il 18 Novembre 2009 rilancia il tema dell’e-government e della trasparenza della PA.  Ma in Italia siamo in ritardo: secondo Eurostat il nostro paese è al 22esimo posto su 27 stati membri per utilizzatori di servizi di e-government ad alta interattività.  Il problema però non sono solo gli utenti e la disponibilità di banda larga, ma la stessa disponibilità di servizi on line, ancora scarsamente diffusi soprattutto a livello locale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Cosa sta bloccando lo sviluppo di una PA innovativa, trasparente e inclusiva? L’articolo analizza il problema della governance e il difficile rapporto tra le politiche nazionali e locali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; margin: auto auto 0pt; mso-add-space: auto; mso-outline-level: 1; mso-list: l0 level1 lfo1;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">1. Politiche nazionali e locali: un coordinamento difficile</span></span></strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Le politiche per l&#8217;innovazione e l&#8217;informatizzazione hanno assunto un ruolo centrale nella riforma della Pubblica Amministrazione (PA) in Italia a partire dal lancio del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Piano nazionale di e-government</em> del 2001, a seguito dell&#8217;esperienza delle riforme Bassanini degli anni &#8217;90 e sulla spinta di strategie europee quali la Strategia di Lisbona, i Piani eEurope e </span><a href="http://ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/index_en.htm"><span style="font-size: 10pt;">i2010</span></a><span style="font-size: 10pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Gli interventi a favore dell&#8217;offerta di servizi di e-government e e-democracy trovano molteplici giustificazioni sia dal punto di vista dell&#8217;efficienza e dell&#8217;efficacia della macchina amministrativa &#8211; in termini di riduzione dei costi, semplificazione amministrativa, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">capacity building</em> &#8211; sia dal punto di vista della trasparenza, dell&#8217;inclusione sociale e della più generale <em style="mso-bidi-font-style: normal;">accountability</em> dell&#8217;azione pubblica.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>L&#8217;introduzione di tecnologie per l&#8217;informatizzazione e della comunicazione (ICT) per l&#8217;offerta di servizi pubblici, infatti, implica l&#8217;instaurarsi di un rapporto più diretto tra PA e cittadini, con evidenti conseguenze anche sull&#8217;etica della politica e dell&#8217;amministrazione.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Inoltre, il settore pubblico può svolgere, oltre al ruolo di utilizzatore finale di tecnologia &#8211; capace di orientare con le sue scelte di acquisto la qualità dei beni e servizi ICT offerti dal mercato (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">public procurement</em>) &#8211; anche quello di catalizzatore dell’attività innovativa svolta a valle da cittadini e imprese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Mentre con la modifica del Titolo V della Costituzione l&#8217;attuazione e il governo degli interventi avviene prioritariamente a livello regionale e locale, a partire dal 2000 a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">livello nazionale</strong> gli sforzi sono stati diretti, oltre all&#8217;informatizzazione dei Ministeri e delle altre strutture centrali, alla costruzione di un quadro comune di riferimento in termini di strategie e priorità condivise.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Tra le iniziative più significative lanciate dal 2000 al 2006 è utile citare, oltre al Piano Nazionale di e-government (la </span><a href="http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attività/E-gov_per_Regioni_ed_Enti_locali/Monitoraggio_PAL/Progetti_(I_fase)/"><span style="font-size: 10pt;">prima fase</span></a><span style="font-size: 10pt;"> e la<span style="mso-bidi-font-weight: bold;"> </span></span><a href="http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attività/E-gov_per_Regioni_ed_Enti_locali/Linee_di_azione_(II_fase)/"><span style="font-size: 10pt; mso-bidi-font-weight: bold;">seconda fase</span></a><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: 10pt;">del Piano Nazionale di e-government hanno richiesto un investimento complessivo rispettivamente di 472 milioni di Euro e 207 milioni di Euro), il </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_dell'Amministrazione_Digitale"><span style="font-size: 10pt;">Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale</span></a><span style="font-size: 10pt;"> (CAD) ad oggi in fase di aggiornamento, e il </span><a href="http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Sistema_Pubblico_di_Connettivit%C3%A0_(SPC)/"><span style="font-size: 10pt;">Sistema Pubblico di Connettività</span></a><span style="font-size: 10pt;"> (SPC). Proprio il CAD, richiamando la competenza esclusiva dello Stato sul coordinamento informatico dei dati dell’Amministrazione statale, regionale e locale, attribuisce allo Stato la fissazione delle regole tecniche necessarie per garantire la sicurezza e l’interoperabilità dei sistemi informatici e dei flussi informativi per la circolazione e lo scambio dei dati e per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle amministrazioni. L’attuazione del Piano nazionale di e-government, in particolare, è stata caratterizzata da una forte collaborazione tra centro e periferia, consentendo, nell’aprile del 2002, il co-finanziamento, da parte del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, di 134 progetti-pilota che hanno visto la partecipazione di circa 5.000 Enti locali. Si è trattato, nella maggioranza dei casi, di iniziative pioneristiche volte alla costruzione di portali per l&#8217;accesso ai servizi on line, grazie allo sviluppo, da parte di Enti &#8220;capofila&#8221;, di soluzioni informatiche da estendere successivamente agli altri Enti aderenti ai vari progetti.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>L&#8217;attuazione dei progetti è stata supportata, sul territorio, dalla rete dei Centri Regionali di Competenza per l&#8217;e-government (CRC) &#8211; gruppi di lavoro composti sia da funzionari regionali sia da esperti del Centro Nazionale per l&#8217;Informatica nella PA &#8211; tramite azioni di assistenza tecnica, raccolta dati e comunicazione dei risultati. Nonostante molte delle iniziative finanziate abbiano scontato una scarsa sostenibilità economica al termine dei finanziamenti nazionali e regionali e un&#8217;attenzione insufficiente verso la reingegnerizzazione dei processi interni per l&#8217;offerta di servizi realmente avanzati, esse hanno costituito la base di future iniziative locali e hanno contribuito a promuovere la consapevolezza anche politica circa l’importanza dell&#8217;innovazione in un contesto locale complessivamente ancora arretrato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">A partire dalla conclusione della prima fase del Piano nel 2006, però, il livello di governo nazionale ha dimostrato, in generale, una minore incisività nel proporre e attuare strategie unitarie e di sistema (i 7 obiettivi di legislatura per l&#8217;e-government del Ministro Nicolais, peraltro difficilmente misurabili, sono rimasti in larga misura disattesi nonostante gli sforzi profusi verso la realizzazione di una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">governance</em> condivisa), facendo sì che le <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">strategie e le politiche regionali</strong> assumessero un ruolo centrale.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>In particolare, a fronte della drastica diminuzione di risorse ordinarie nazionali, si è assistito, al Centro Nord, ad una maggiore frammentazione degli interventi che ha portato a privilegiare le iniziative delle singole Regioni finanziate prevalentemente con fondi propri e, al Sud, ad un maggiore ruolo esercitato della politica regionale comunitaria e nazionale, dato che i <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fondi Strutturali Comunitari</strong> e il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS)</strong> costituiscono anche oggi di gran lunga la principale fonte di finanziamento per questo settore. Gli investimenti sul tema dell&#8217;e-government finanziati dai fondi comunitari nel periodo 2000-2006, infatti, sono stati pari a 595 milioni di euro, secondo l&#8217;ultima </span><a href="http://www.dps.mef.gov.it/documentazione/qcs/relazione%20stato%20di%20attuazione%20qcs%20aggiornata%20al%2031dic07_13%85.pdf"><span style="font-size: 10pt;">Relazione del Ministero dello Sviluppo Economico sullo stato di attuazione del Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006</span></a><span style="font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">.</span><span style="font-size: 10pt;"> Inoltre, secondo il rapporto del CNIPA “</span><a href="http://www.cnipa.gov.it/html/docs/Societa%20informazione%20territori%20locali.zip"><span style="font-size: 10pt;">Lettura trasversale sulle politiche di e-government e società dell’informazione</span></a><span style="font-size: 10pt;">”, sono da considerare anche gli investimenti attuati, nello stesso periodo, mediante gli <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Accordi di Programma Quadro</strong> del settore &#8220;Società dell’Informazione&#8221; (sui quali convergono i Fondi Strutturali ma anche da risorse del FAS e risorse regionali ordinarie), che impiegano complessivamente oltre <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">1.280 milioni di euro</strong> di investimenti (il 73% dei quali destinati al Mezzogiorno).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Per quanto riguarda gli investimenti programmati per gli anni futuri, in attesa che il Governo nazionale sblocchi la dotazione di 800 milioni di euro dedicati alla diffusione della banda larga, la programmazione del </span><a href="http://www.dps.mef.gov.it/qsn/ml.asp"><span style="font-size: 10pt;">Quadro Strategico Nazionale 2007-13</span></a><span style="font-size: 10pt;"> ha destinato, secondo il Rapporto del Ministero dello Sviluppo Economico &#8220;</span><a href="http://www.google.com/url?q=http://www.dps.tesoro.it/documentazione/docs/all/DPS_Rapporto_Ricerca_e_Innovazione.pdf&amp;ei=9InlSt_sB4iUsAbkwf3VCQ&amp;sa=X&amp;oi=spellmeleon_result&amp;resnum=1&amp;ct=result&amp;ved=0CAcQhgIwAA&amp;usg=AFQjCNFLEF97PK3tOyTO79QsTw23dLzkRw"><span style="font-size: 10pt;">Migliorare le Politiche di Ricerca e Innovazione per le Regioni</span></a><span style="font-size: 10pt;">&#8220;, ulteriori <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">653 milioni di euro</strong> ai soli servizi di e-government, a cui vanno aggiunti <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">373 milioni di euro</strong> per la diffusione della banda larga nei territori a fallimento di mercato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Questa situazione, quindi, da una parte ha determinato, nel Centro-Nord, la nascita di iniziative spesso virtuose di coinvolgimento degli Enti Locali da parte dei Governi Regionali, ma, dall&#8217;altra parte, ha messo in luce le gravi difficoltà delle strutture organizzative delle Amministrazioni Regionali del Mezzogiorno, che avevano avuto nella politica nazionale un riferimento prioritario nella definizione delle strategie, nel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">priority setting</em> degli obiettivi e nella definizione di azioni di sistema a carattere inter-regionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">L&#8217;esigenza, da parte delle Regioni, di convergere verso strategie e modelli condivisi si è concretizzata, nell&#8217;ultimo anno, nella proposta di un “</span><a href="http://www.cisis.it/documenti/E_GOV_2010.pdf"><span style="font-size: 10pt;">Piano Straordinario e-gov 2010</span></a><span style="font-size: 10pt;">”, approvato dal Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici (CISIS) a marzo 2009.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Al centro del Piano vi è l&#8217;idea che il coordinamento inter-regionale possa rappresentare la risposta alla crescente duplicazione di piattaforme, soluzioni e servizi a livello territoriale, spesso virtuosi ma scarsamente interoperabili. La proposta regionale va a integrare il piano nazionale &#8220;</span><a href="http://www.e2012.gov.it/egov2012/index.php"><span style="font-size: 10pt;">e-gov 2012</span></a><span style="font-size: 10pt;">&#8221; del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, lanciato a gennaio 2009, che si inserisce nella più ampia azione di riforma della PA riassunta nel </span><a href="http://www.eticaeconomia.it/wp-admin/#http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf_home/Piano_industriale_PA.pdf"><span style="font-size: 10pt;">Piano Industriale per la Pubblica Amministrazione</span></a><span style="font-size: 10pt;">. Il piano elenca ben 80 diverse iniziative, incluse all&#8217;interno di 27 obiettivi strategici, consistenti sia in specifici progetti pilota sia nella diffusione di particolari strumenti quali la posta elettronica certificata. Data la particolare condizione della finanza pubblica a seguito della crisi economica, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">e-gov 2012</em> non prevede di fatto investimenti (alcune iniziative sono tutt&#8217;ora prive di copertura finanziaria), promuovendo progetti &#8220;a costo zero&#8221; che fanno leva sui risparmi generati dall&#8217;introduzione delle nuove tecnologie. Sul fronte territoriale, sebbene le Regioni considerino la strategia del Ministro incapace di valorizzare i progetti e processi di innovazione già avviati a livello locale negli ultimi anni (vedi introduzione al &#8220;Piano Straordinario&#8221;), nel piano nazionale non mancano iniziative ambiziose, quali l&#8217;automazione della circolarità anagrafica, avente lo scopo di eliminare l’obbligo per il cittadino di comunicare i propri dati a vari Enti (Comune, Agenzie delle Entrate, Motorizzazione, Aziende sanitarie, etc.), che però risulta ad oggi ancora nelle fasi preliminari di attuazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Il Ministro Brunetta, inoltre, negli ultimi mesi, si è formalmente impegnato a colmare il gap tra obiettivi nazionali e territoriali alla ricerca di un maggiore coordinamento con le Regioni, facendo leva su sedi e strumenti di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">governance</em> introdotti dai precedenti governi. E&#8217; datata 8 aprile 2009 la firma di un protocollo d&#8217;intesa tra il Governo e la Conferenza delle Regioni e Province Autonome ai fini di promuovere &#8220;una costante interlocuzione attraverso la creazione di canali di raccordo diretti e permanenti tra i due livelli istituzionali&#8221;. È stato sancito, inoltre, dal Comitato dei ministri per la società dell&#8217;informazione, convocato il 18 settembre 2009, l&#8217;impegno del Governo a promuovere intese e accordi di collaborazione tra le Regioni, nel quadro dell&#8217;azione sviluppata dalla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Commissione permanente sull&#8217;innovazione tecnologica nelle regioni e negli enti locali </em>(&#8220;ex-Lanzillotta&#8221;), che opera presso la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città e autonomie locali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-family: Cambria;">2. </span><strong>I risultati </strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Ad oggi, i risultati di tutti questi sforzi non appaiono confortanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">La </span><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0390:FIN:EN:PDF"><span style="font-size: 10pt;">Relazione della Commmissione Europea sullo stato di attuazione della strategia comunitaria &#8220;i2010&#8243;</span></a><span style="font-size: 10pt;"> dell&#8217;8 agosto 2009 riporta gli indicatori-chiave sullo stato di avanzamento dell&#8217;e-government: l&#8217;Italia si colloca al 22esimo posto, su 27 Stati Membri dell&#8217;Unione, per utilizzatori di servizi di e-government che prevedono la conclusione on line del procedimento. Si tratta dell&#8217;8% dei cittadini (l&#8217;Olanda è al primo posto con il 32%, la Francia si attesta al 25%, l’Inghilterra al 12%) e del 42% delle imprese (la Finlandia, prima in Europa, mostra una percentuale dell&#8217;81%, mentre tale percentuale scende al 67% in Francia, al 55% in Inghilterra e al 45% in Spagna e Germania).<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Le statistiche dell&#8217;Eurostat citate nella Relazione mostrano non solo una minore propensione all&#8217;utilizzo di Internet da parte dei cittadini italiani &#8211; preoccupante soprattutto perché i maggiori differenziali si registrano tra i giovani &#8211; ma anche la particolare difficoltà che il nostro Paese fa registrare nell&#8217;utilizzo dei servizi offerti via web dalla Pubblica Amministrazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><img class="alignnone size-full wp-image-1199" title="screenhunter_01-nov-24-23472" src="http://www.eticaeconomia.it/wp-content/uploads/2009/11/screenhunter_01-nov-24-23472.gif" alt="screenhunter_01-nov-24-23472" width="481" height="339" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1;"><span style="font-size: 10pt;">Da quali fattori è determinato questo scarso livello di utilizzo?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Nella tabella 1 l&#8217;utilizzo dei servizi di e-government da parte degli utenti Internet (Istat, indagine &#8220;Aspetti della vita quotidiana&#8221;, modulo &#8220;e-government&#8221;, 2006) è messo a confronto con i dati, opportunamente rielaborati, sulla disponibilità degli stessi servizi recentemente pubblicati dal Dipartimento Innovazione e Tecnologie e dal CNIPA nel Rapporto &#8220;</span><a href="http://www.cnipa.gov.it/html/docs/Societa%20informazione%20territori%20locali.zip"><span style="font-size: 10pt;">La disponibilità dei servizi di e-government a livello locale</span></a><span style="font-size: 10pt;">&#8221; (Dicembre 2008) <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">[1]</span></strong>, raccolti dalla Rete dei Centri Regionali per l&#8217;e-government (CRC) in collaborazione con l&#8217;Istat a inizio 2007 tramite analisi diretta via web dei siti pubblici operanti nei 1.112 Comuni con più di 10.000 abitanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">E&#8217; possibile notare come i servizi più utilizzati siano evidentemente anche quelli maggiormente disponibili. I servizi relativamente più diffusi tra i cittadini, quali l&#8217;accesso alle biblioteche pubbliche (11,5%), il pagamento delle tasse (9%) e la ricerca di lavoro (7%), rappresentano infatti i servizi offerti dalla PA al maggior numero di potenziali utenti (rispettivamente all&#8217;81,9%, 100% e 57,8%).<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Specularmente, i servizi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">on line</em> che la PA rende disponibili alla quota minore di popolazione sono caratterizzati dal più basso tasso di attuale utilizzo, e, spesso, da alti tassi di utilizzo potenziale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Inoltre, è interessante confrontare l&#8217;utilizzo di servizi di e-government con l&#8217;utilizzo dei servizi offerti via web dal settore privato in qualche modo paragonabili, cioè quelli che, senza limitarsi alla semplice informazione, richiedono agli utenti dotazioni e competenze piuttosto simili al fine di concludere la transazione on line: nello stesso anno (2006), gli utenti dei servizi di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">e-banking</strong> rappresentavano il 22% degli utenti internet, mentre l&#8217;utilizzo del web per cercare informazioni e prenotare vacanze o soggiorni era abituale per il 39% degli intervistati.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Si tratta, quindi, di percentuali almeno doppie rispetto ai servizi pubblici on line più diffusi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Questi risultati sembrano quindi suggerire che, nella fase attuale di diffusione dell&#8217;e-government in Italia, la principale determinante dello scarso utilizzo dei servizi della PA sia, dopo tanti sforzi per la costruzione di portali web, ancora la <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">scarsità dell&#8217;offerta</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Sembra, cioè, che gli Enti Locali incontrino difficoltà non tanto a promuovere l&#8217;utilizzo dei propri servizi, quanto ancora a erogare i servizi stessi. Difficoltà di bilancio, assenza di infrastrutture di connettività, scarso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">commitment</em> politico,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>mancato coinvolgimento in progetti condivisi con altre Amministrazioni, insufficiente utilizzo delle ICT nei processi interni caratterizzano gli Enti &#8220;esclusi&#8221; dalla diffusione dell&#8217;e-government. In altre parole, larga parte della popolazione italiana, spesso &#8211; ma non solo &#8211; residente in Comuni di piccole dimensioni o in aree &#8220;marginali&#8221;, soffre di un <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">digital divide</em></strong> legato non solo alla mancanza di banda larga, ma anche all&#8217;impossibilità di interagire efficacemente con la PA attraverso il web. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Gli ultimi dati disponibili dell&#8217;indagine Istat sulle </span><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080307_00/"><span style="font-size: 10pt;">ICT nelle Pubbliche Amministrazioni locali</span></a><span style="font-size: 10pt;"> – riportati nella recente e obiettiva </span><a href="http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf/VolumeTerzo.pdf"><span style="font-size: 10pt;">Indagine conoscitiva sull’ICT nella Pubblica Amministrazione</span></a><span style="font-size: 10pt;"> presentata dal Ministro Brunetta alla I Commissione Affari Costituzionali della Camera nell’ottobre 2009 – confermano questo fenomeno.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Solo a titolo di esempio, nel 2007 il 97% dei Comuni Italiani, il 98% delle Comunità montane e l&#8217;89% delle Province ha dichiarato di non erogare nemmeno un &#8220;servizio a piena interattività&#8221; sul proprio sito web. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Difficoltà nell&#8217;offerta si riscontrano anche considerando il tema della partecipazione alla politica locale tramite il web e le nuove tecnologie.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Il rapporto del Dipartimento per l&#8217;Innovazione e del CNIPA sopra citato mostra che forum e sondaggi sono presenti, rispettivamente, nell&#8217;8 e 7% dei Comuni Italiani superiori ai 10.000 abitanti. Iniziative interessanti per sfruttamento delle potenzialità del cosiddetto <em style="mso-bidi-font-style: normal;">web 2.0</em> esistono ma rappresentano ancora casi isolati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; margin: auto auto 0pt; mso-add-space: auto; mso-outline-level: 1; mso-list: l0 level1 lfo1;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">3. Quali prospettive?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Gli interventi per la diffusione dell&#8217;e-government coinvolgono in modo trasversale tutti i settori della Pubblica Amministrazione (dalle anagrafi all&#8217;istruzione, dai servizi pubblici alla salute) e le migliaia di Enti e Amministrazioni pubbliche che operano a livello nazionale, regionale e locale.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Ogni singola Amministrazione è chiamata a conseguire molteplici obiettivi: la reingegnerizzazione dei processi interni al fine di migliorarne l&#8217;efficienza, lo scambio in tempo reale di dati e informazioni con le altre Amministrazioni, l&#8217;offerta di servizi telematici ad alta interattività che consentano di concludere le pratiche direttamente via web, la trasparenza delle informazioni gestite nei confronti dell&#8217;utenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">In tutto questo, le Amministrazioni Regionali stanno giocando un ruolo di primo piano, in quanto ad esse è di fatto demandata non solo la gran parte della fase attuativa di tali politiche, ma anche il raccordo tra i piani nazionali e le esigenze dei territori, nei quali avviene l&#8217;effettiva erogazione della maggioranza dei servizi rivolti a cittadini e imprese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">E&#8217; evidente quindi la complessità di tali politiche, determinata non tanto da problematiche di carattere tecnologico (le tecnologie necessarie sono già disponibili e diffuse nel settore privato), ma piuttosto dall&#8217;articolata <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">governance</em></strong> che tali interventi richiedono.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Appare manifesta, infatti, l&#8217;esigenza di un più efficace coordinamento &#8211; sia a livello politico e amministrativo sia a livello tecnico e organizzativo &#8211; tra i vari livelli amministrativi per disegnare strategie condivise, evitare duplicazioni favorendo l&#8217;interoperabilità e il riuso delle soluzioni tecnologiche sviluppate e aggregare la domanda di ICT di Enti e Amministrazioni pubbliche agendo il più possibile come soggetto unitario nei confronti del mercato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">In particolare, la scarsa quantità e qualità dei servizi di e-government disponibili, tenuto conto dell&#8217;ingente ammontare di risorse dedicate negli ultimi anni alle interfacce di front-office quali portali e siti web pubblici, suggerisce la</span><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: 10pt;">necessità di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">politiche nazionali e regionali realmente inclusive dell&#8217;universo degli Enti Locali</strong>, nonché di una profonda <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">razionalizzazione dei flussi informativi tra i vari livelli amministrativi</strong>, accompagnata da un&#8217;armonizzazione normativa che regoli l&#8217;interoperabilità dei dati pubblici, necessaria per disgiungere la titolarità degli stessi (es. i Comuni per le anagrafi o l&#8217;Agenzia delle Entrate per i dati fiscali) dal loro utilizzo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">In conclusione, un maggiore coordinamento appare imprescindibile per conseguire, come obiettivo di base, una maggiore trasparenza e un&#8217;offerta di servizi più sofisticata e capillare, che, dai dati a disposizione, sembra costituire il vero ostacolo all&#8217;utilizzo dell&#8217;e-government tra i cittadini e le imprese.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">Si tratta indubbiamente di un processo lungo e difficile, che trova nella frammentazione amministrativa italiana uno dei principali ostacoli. Nel frattempo, come sottolinano i più recenti studi sull&#8217;evoluzione dell&#8217;e-government, una prima &#8220;semplice&#8221; soluzione al problema della trasparenza è costituita dall&#8217;<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">apertura delle banche dati pubbliche </strong>a cittadini e imprese sul web al fine di favorire la creazione di servizi a valore aggiunto da parte degli utenti stessi: non si tratta di costruire costose e complesse piattaforme informatiche, ma semplicemente di caricare su Internet dati e informazioni in formato riutilizzabile (non solo cioè i <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pdf</em> con gli incarichi di dirigenti e consulenti), in modo tale che chiunque non solo li possa leggere, ma li possa interpretare e ri-usare per nuovi servizi e applicazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;">* <a href="http://www.luigireggi.eu">www.luigireggi.eu</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red; font-size: 9pt;">[1] <em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></em></span></strong><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 7pt;">Il Rapporto è scaricabile dal sito del CNIPA all’interno di un pacchetto contenente i rapporti redatti dalla rete dei Centri Regionali di Competenza per l’e-government e la Società dell’Informazione a dicembre 2008 e presentati a Forum PA il 12 maggio 2009. </span></em><a href="http://www.cnipa.gov.it/html/docs/Societa%20informazione%20territori%20locali.zip"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 7pt;">http://www.cnipa.gov.it/html/docs/Societa%20informazione%20territori%20locali.zip</span></em></a><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 7pt;">.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Il Rapporto sulla disponibilità dei servizi di e-government a livello locale si trova nella cartella “approfondimenti settoriali” =&gt; “servizi on line”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p></span></span></span></span></span></p>
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		<title>Qualche considerazione su etica e azione pubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gmarchesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlare di etica ed economia significa parlare di temi molto ampi. Anche quando si parla di etica ed economia insieme (il comportamento, le sue finalità e motivazioni e i suoi rapporti con l’attività umana volta a promuovere migliori condizioni di vita, comunque queste si definiscano) l’ambito rimane il più delle volte così vasto da rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Parlare <span class="GramE">di </span>etica ed economia significa parlare di temi molto ampi. Anche quando si parla <span class="GramE">di </span>etica ed economia insieme (il comportamento, le sue finalità e motivazioni e i suoi rapporti con l’attività umana volta a promuovere migliori condizioni di vita, comunque queste si definiscano) l’ambito rimane il più delle volte così vasto da rendere difficile persino il confronto sui suoi presupposti, siano questi speculativi, filosofici, ideali o attinenti al governo del bene comune, dunque alla politica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se si crede che questo sia un tema non solo attuale ma anche in grado di incidere, qui e ora, sulla realtà e in particolare sulla realtà del nostro Paese – e l’osservazione di quello che sta accadendo <span class="GramE">provvede a</span> rendere sempre meno consistenti dubbi in proposito – occorre quindi delimitarlo e circoscriverlo, non solo per porlo al centro di un dibattito del resto sempre più rituale e scoraggiato, ma anche per aggredirlo, per dire che forse qualcosa si può fare, che possono esserci proposte credibili sul come fare e strumenti, risorse e volontà per cominciare, almeno cominciare, a mettersi al lavoro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Delimitarlo e circoscriverlo serve – anche correndo il rischio di perderne elementi di profondità, complessità, spessore, insomma di semplificare un po’ troppo – <span class="GramE">a</span> evitare di dover prima di tutto affrontare giudizi di idealismo e/o di velleitarismo. Non si può certo fare tutto e subito ma qualcosa <span class="GramE">sicuramente</span> si, partendo magari da una parte della questione e scontando tempi non brevi, percorsi non sempre lineari, progressi magari modesti ma anche concreti. Fare <span class="GramE">comunque</span>, cominciare a operare, darsi obiettivi nonostante siano chiare le difficoltà e enormi i rischi di non essere in grado di incidere veramente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per agire così &#8211; per cominciare <span class="GramE">a</span> operare proponendo e facendo &#8211; occorre porsi qualche domanda e magari anche trovare qualche risposta convincente. Intanto: c’è effettivamente una “convenienza” collettiva (e quindi una domanda effettiva) a porre la questione dell’etica e dell’economia<span class="GramE"><span> </span></span>e della politica, in questo modo ? E, se si, ci sono le condizioni, le potenzialità perché tale convenienza sia percepita e diventi quindi motore <span class="GramE">di </span>adesioni più ampie e del minimo di consenso necessario sull’opportunità (e sulle scelte conseguenti) di farne elemento di <span class="SpellE">policy</span> ?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La prima questione è evidentemente (nel nostro ambito) un po’ retorica, altrimenti non <span class="GramE">staremmo</span> qui nemmeno a porla. Sulla seconda c’è invece da lavorare perché ci siano spunti, occasioni, iniziative perché tali condizioni e potenzialità si creino e si rafforzino.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sotto questo profilo è quindi importante cogliere i segnali che &#8211; non certo sistematicamente e nemmeno organicamente &#8211; <span class="GramE">comunque</span> continuano a venire, spesso dalla società civile, dall’associazionismo, dalle parti economiche e sociali e, qualche volta, anche dal sistema amministrativo, dalla pubblica amministrazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Si <span class="GramE">diceva è</span> necessario delimitare un po’ il campo. Ecco, cominciare<span class="GramE"><span> </span></span>a ragionare del rapporto fra etica e azione pubblica, delle motivazioni (e quindi anche del sistema di incentivi e convenienze) che muovono il comportamento e le decisioni amministrative è probabilmente un modo per cominciare a farlo concentrando l’attenzione su uno snodo cruciale, soprattutto nel nostro Paese e soprattutto in questo momento, di una strategia che voglia rendere la tempo stesso più trasparente ed efficace la gestione della cosa pubblica e, anche attraverso questo, più moderna e più giusta la nostra società.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non <span class="GramE">è un argomento nuovo, si dirà</span>. E’ vero, ma è un argomento che ha bisogno di essere trattato in modo nuovo perché quando, in passato e anche di recente, si è parlato <span class="GramE">di </span>etica e pubblica amministrazione spesso (il più delle volte) lo si è fatto associando l’etica al comportamento corretto (rispettoso delle regole e della cortesia istituzionale) del pubblico amministratore o comunque del personale cui sono affidati compiti amministrativi. <span class="GramE">Con strumenti (i “codici etici”) e con esiti che si sono rivelati i primi piuttosto labili e i secondi, inevitabilmente, molto deludenti</span>. Su questo fronte si può migliorare, ma non è questo il punto. Il punto è che per incidere veramente bisogna dare un significato diverso al rapporto far etica e pubblica amministrazione e, in particolare, bisogna uscire dal giro vizioso delle possibili ambiguità della “correttezza del comportamento” (la cui importanza non va <span class="GramE">comunque</span> sottovalutata, è una premessa necessaria di tutto il resto) per collegare subito il comportamento corretto con il comportamento efficace in relazione a determinate finalità dell’azione pubblica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Insomma, tornando ai classici, dall’”etica dell’intenzione” dell’azione pubblica all’”etica della responsabilità” dell’azione pubblica, il che significa un’etica che non può essere indipendente dalle finalità e dagli obiettivi che l’azione pubblica si pone e, insieme, che non può disinteressarsi se tali obiettivi e finalità si conseguano <span class="GramE">o meno</span>: che, insomma, deve porsi in modo concreto il problema della propria efficacia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="GramE">Questo nota</span> è diretta a porre il tema all’attenzione e a suscitare intanto un primo confronto, interno e esterno all’Associazione. <span class="GramE">Già con l’idea, tuttavia, di non limitarci a questo ma, come si diceva in precedenza, di cominciare a muoversi più attivamente</span>. Ci sono progetti e iniziative che stanno cominciando a mettere queste specifiche questioni al centro di una rinnovata attenzione della pubblica amministrazione <span class="GramE">sul cosa</span> significhi (e cosa implichi) un agire orientato in senso etico nel governo della cosa pubblica. Forse su questo il contributo di chi da tempo riflette su questi temi può essere utile e anche, se tempestivo, incisivo nell’orientare tali progetti e <span class="GramE">tali</span> iniziative a considerare, con coraggio, la possibilità, per la pubblica amministrazione, di un’”etica della responsabilità” ovvero di un’etica “secondo la quale bisogna rispondere delle conseguenze (prevedibili) delle proprie azioni”. Sembra poco e quasi banale. Forse non è proprio così e forse parlando di pubblica amministrazione si dovrà inevitabilmente parlare anche di governo della cosa pubblica, <span class="GramE">ovvero</span> di politica.</p>
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