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	<title>Etica ed Economia &#187; L&#8217;angolo del direttore</title>
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		<title>La ripresa che non c&#8217;e&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 16:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma dove vive l&#8217;on. Berlusconi? E per conto di chi governa? Il giorno 18 agosto 2010 sono stati resi noti i dati ufficiali relativi all&#8217;andamento del PIL in Europa e nei paesi membri dell&#8217;Unione. Il PIL nell&#8217; UE è cresciuto del 2,8 per cento, è cresciuto del 3,7 per cento in Germania ed è rimasto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ma dove vive l&#8217;on. Berlusconi? E per conto di chi governa? Il giorno 18 agosto 2010 sono stati resi noti i dati ufficiali relativi all&#8217;andamento del PIL in Europa e nei paesi membri dell&#8217;Unione. Il PIL nell&#8217; UE è cresciuto del 2,8 per cento, è cresciuto del 3,7 per cento in Germania ed è rimasto all&#8217;1,1 per cento in Italia, classificatasi così come il fanalino di coda dell&#8217;Europa e dell&#8217;Ocse. A fronte di tali dati qualsiasi governo responsabile, di destra, di centro o di sinistra, avrebbe immediatamente riunito i migliori cervelli del mondo economico e sindacale, per cercare le soluzioni migliori atte a sollecitare la ripresa e a qualificarla (la qualità della ripresa è oggi altrettanto se non più  importante della ripresa stessa e dal punto di vista della qualità tutti i dati ci dicono che andiamo malissimo). E invece no. Il presidente del Consiglio riunisce il suo entourage nella propria abitazione e dopo una giornata di discussione lancia un programma di cinque punti che ignora il problema e mira, da una parte, a sottrarre il premier a possibili processi giudiziari (dando un nuovo colpo all&#8217;indipendenza della magistratura sancita dalla carta costituzionale) e, dall&#8217;altra, a mettere in difficoltà l&#8217;on. Fini, reo di aver dissentito su alcune questioni relative alla giustizia. Per la verità, tra i cinque punti del documento approvato un punto economico c&#8217;è. E riguarda il Mezzogiorno. Esso &#8211; secondo le parole dell&#8217;on. Berlusconi prevede misure atte ad <strong>agganciare</strong> il Mezzogiorno alla ripresa. Ma quale ripresa se l&#8217;Italia ristagna e la ripresa non c&#8217;è? Come si fa ad agganciare un vasto territorio al nulla? Forse qualcuno pensa ad un aggancio alla ripresa tedesca? Peccato che essa sia trainata essenzialmente dalle esportazioni grazie alle posizioni conquistate da Berlino sui mercati orientali in pieno sviluppo e, in primo luogo, sul mercato cinese. (L&#8217;Italia ha mandato in Cina l&#8217;on. Sacconi&#8230;e arrestato decine di cinesi per contraffazione di merci). Né si può dire che l&#8217;annuncio relativo al ritardo italiano sia giunto improvviso. Già nel luglio (bollettino n.61) la Banca d&#8217;Italia aveva avvertito  che &#8221; le ancora incerte prospettive occupazionali e, di conseguenza, il consueto riassorbimento del personale in cassa integrazione si tradurrebbe in ulteriori ritardi nell&#8217;avviodi una robusta ripresa del mercato del lavoro&#8221; &#8220;In Italia un rallentamento dell&#8217; attività economica è prevedibile nella seconda metà del 2010 in corrispondenza con l&#8217;esaurirsi delle misure di stimolo ai consumi ai consumi e all&#8217;accumulazione di capitale messe in atto per fronteggiare la crisi&#8221;. &#8220;Continua a ridursi l&#8217;occupazione dipendente a tempo inderminato&#8221;. &#8220;Rallenta ulteriormente la raccolta delle banche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La ripresa dell&#8217;economia proseguirebbe a ritmi moderati nel 2011, frenata anche dagli effetti restrittivi sulla domanda interna delle misure di riequilibrio dei conti pubblici disposte dal Governo&#8221;. La Banca d&#8217;Italia e&#8217; il più grande centro studi che esista in Italia e ci è invidiata da molti Paesi. Perché non ascoltarne gli avvertimenti pacati ma precisi? Sarebbe un ascolto certamente più utile di quello prestato ai consigli dell&#8217;avv. Ghedini o di La Russa che aiuterebbe almeno a non aggravare &#8220;la crisi orfana di politiche&#8221; di cui ci ha parlato Maurizio Franzini all&#8217;inizio di agosto.</p>
<p>Luciano Barca</p>
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		<title>Il federalismo di Bossi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Riesce francamente difficile capire quale sia il federalismo di Bossi tra esternazioni subito smentite sul trasferimento dell&#8217;Irpef  dal centro alla periferia, tagli menati con il fendente a servizi essenziali gestiti da Regioni, province e comuni, annunci di nuovi prelievi (cedolare secca sugli affitti) e, ora, la notizia che una serie di beni reali e di proprietà statale saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riesce francamente difficile capire quale sia il federalismo di Bossi tra esternazioni subito smentite sul trasferimento dell&#8217;Irpef  dal centro alla periferia, tagli menati con il fendente a servizi essenziali gestiti da Regioni, province e comuni, annunci di nuovi prelievi (cedolare secca sugli affitti) e, ora, la notizia che una serie di beni reali e di proprietà statale saranno trasferiti dallo Stato agli Enti locali con decreti emanati a fine anno sulla base di un elenco di cui è stata data un&#8217;anticipazione e che suona come ultima resa alla speculazione. E&#8217; come se ad pensionato in difficoltà si trasferisse, per aiutarlo, la proprietà di Palazzo Chigi con tutti i nessi e connessi. Non avendo i soldi per gestire il palazzo il povero pensionato non avrebbe altra strada che rivenderlo immediatamente al primo speculatore che si presenterà e che offrirà meno di un decimo di quello che dovrebbe. E  infatti, immediatamente, è stato reso noto che i decreti del Presidente del Consiglio contempleranno la possibilità di rivendere ad un privato il bene ricevuto. Si tratti di un isolotto o di un monumento storico o addirittura di una cima dolomitica. La  Croda Rossa diventerà di un privato e così avverrà per il faro Spignon di Venezia o per Palazzo Archinto a Milano. Si era partiti dalle caserme militari dismesse, poco gradite alle &#8220;veline&#8221; di questo o quel miliardario e si è rapidamente arrivati ai gioielli del Paese Italia che, con l&#8217;intermediazione degli enti locali, passeranno nelle mani dei soliti noti stanchi delle quattro o cinque ville che già possiedono.<br />
Si apre così in modo drammatico e in nome del federalismo il più grande arraffa arraffa alle bellezze del Paese. Ed evidentemente anche un nuovo periodo di duro lavoro per la magistratura. Contemporaneamente il governo si prepara a sferrare un duro colpo al servizio sanitario nazionale. Per frenare la spesa saranno infatti stabiliti dei costi standard per le prestazioni mediche e sanitarie: sarà infatti stabilito un calmiere al di sopra del quale lo Stato non rimborserà nulla creando dei vuoti di assistenza e disparità tra cittadini delle regioni ricche (che potranno integrare il diminuito contributo statale) e regioni povere. Nessuna misura contro i monopolisti del farmaco. Ma solo e ancora una volta mani nelle tasche dei cittadini. In nome del federalismo.</p>
<p>                                                                                  l.b.</p>
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		<title>La crisi, i capitalisti e i lavoratori</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[La presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia ha ufficialmente comunicato che la crisi è finita. Evviva. E&#8217; forse dal 1948 che non udivamo dalla Confederazione degli industriali quella che alla grande maggioranza degli italiani appare come una palese e offensiva falsità. L&#8217;annuncio della fine della crisi è avvenuta infatti proprio nei giorni drammatici della Fiat di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">La presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia ha ufficialmente comunicato che la crisi è finita. Evviva. E&#8217; forse dal 1948 che non udivamo dalla Confederazione degli industriali quella che alla grande maggioranza degli italiani appare come una palese e offensiva falsità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">L&#8217;annuncio della fine della crisi è avvenuta infatti proprio nei giorni drammatici della Fiat di Pomigliano e della grande risposta data dai lavoratori della stessa Pomigliano e dell&#8217;Italia intera al tentativo dell&#8217;amministratore della Fiat, Sergio Marchionne, di sovvertire, con l&#8217;appoggio del ministro Sacconi, le regole della contrattualità e lo Statuto dei diritti dei lavoratori italiani. E nel giorno in cui l&#8217;ISTAT comunicava che la disoccupazione in Italia ha raggiunto un nuovo record. Tra disoccupati e cassa integrati la crisi ha infatti distrutto 1.000.876 posti di lavoro. Come spiegare ciò se la crisi fosse finita e come spiegare i sacrifici che si chiedono ancora alla classe operaia e ai ceti medi italiani mettendo ampiamente le mani nelle loro tasche? Obama al G20 ha farneticato o ha detto alcune verità&#8217;?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">Riconosciamo tuttavia che un&#8217;altra ipotesi, diversa dalla falsità, può essere avanzata per spiegare le parole della Marcegaglia. In realtà essa non parlava a nome dell&#8217;Italia, ma di quella minoranza assoluta di italiani che si contrappone a lavoratori e ceti medi e che si arricchisce comunque. Ne dà dimostrazione Silvio Berlusconi che, secondo quanto rilevato da Gad Lerner, ha ricevuto nell&#8217;anno 2009 dalle sue imprese un dividendo di 126,4 milioni di euro, cifra che corrisponde a 11.450 volte il reddito di un lavoratore meccanico di Pomigliano.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Nello stesso periodo un altro amico della Marcegaglia, Sergio Marchionne ha percepito un compenso di 4 milioni e 782 mila euro. Evidentemente è a loro nome che la Mercegaglia ha parlato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">Una volta erano gli operai a considerarsi e a proclamarsi una classe a sé.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Oggi, nel momento in cui operai e ceti medi soffrono le stesse pene, sono i grandi capitalisti a vantarsi di essere una classe diversa e ad ammettere sfacciatamente che la crisi per loro è finita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">E&#8217; bene che sindacati e ministro delle Finanze tengano conto di ciò e sappiano che è arrivato il momento di tassare i capitali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                     </span>l.b.</span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;"></span></p>
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		<title>Il Sud traina il Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche meraviglia hanno suscitato i dati pubblicati dall&#8217;ISTAT relativi all&#8217;andamento per Regioni delle esportazioni italiane. Il dato era atteso con curiosità nel momento in cui la svalutazione dell&#8217;euro nei confronti del dollaro ha reso Italia ed Europa più competitive sul mercato internazionale. Ebbene nell&#8217;andamento delle esportazioni italiane nel primo trimestre del 2010, tutte le ripartizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Qualche meraviglia hanno suscitato i dati pubblicati dall&#8217;ISTAT relativi all&#8217;andamento per Regioni delle esportazioni italiane. Il dato era atteso con curiosità nel momento in cui la svalutazione dell&#8217;euro nei confronti del dollaro ha reso Italia ed Europa più competitive sul mercato internazionale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ebbene nell&#8217;andamento delle esportazioni italiane nel primo trimestre del 2010, tutte le ripartizioni territoriali fanno rilevare incrementi nelle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Ma gli aumenti più rilevanti si sono avuti nell&#8217;Italia insulare (Sicilia e Sardegna +51,8 per cento), nel resto del Sud<span style="color: red;"> </span>(+ 7,6 per cento), nell&#8217;Italia centrale (+ 7,7 per cento) contro un più modesto 6,8 per cento dell&#8217;Italia nord orientale e un ancor più modesto 4,1 per cento delle regioni più avanzate d&#8217;Italia e cioè dell&#8217;Italia nord occidentale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, evidenzia, nel primo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente, variazioni positive delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, ma appare singolare che il Centro-Sud abbia battuto nettamente il nord e che sia proprio l&#8217;Italia settentrionale ad abbassare la media nazionale al 6,6 per cento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il dato più misero si ha per il Veneto, regione tradizionalmente esportatrice e che ora registra un aumento del solo 1,6 per cento. Ed è proprio su tale risultato che si è soffermata l&#8217;attenzione della Confindustria attribuendo la responsabilità del dato negativo &#8220;al nanismo&#8221; delle medie imprese venete. Affermazione singolare per una regione che ha, tra l&#8217;altro, il centro di raffinazione di Porto Marghera (la raffinazione di prodotti petroliferi è quella che ha fatto compiere il balzo alla Sicilia) e i centri industriali di Verona, Schio, Valdagno e che è anche una regione dove la &#8220;cooperazione&#8221; tra medie industrie nei servizi e acquisti ha o, almeno, aveva raggiunto un buon livello.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Sembra necessario scavare dunque un po&#8217; di più e meglio nei risultati del Nord per capire se Lega e PDL hanno compreso e sostenuto ricerca, innovazione, imprenditorialità o si sono invece attardate nello sventolio di false bandiere e nell&#8217;agitazione antiunitaria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 16pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Quel che è certo è che tutta l&#8217;economia del Nord registra un ritardo nel cogliere le occasioni &#8211; almeno queste &#8211; che la congiuntura offre e che offre soprattutto in direzioni di grandi mercati nuovi (ma ben noti a Venezia). Al di là di ciò appare chiara l&#8217;assenza di obiettivi strategici adeguati ad un mercato internazionale che sta cambiando con grande velocità e che certamente non ha per cardini né l&#8217;Albania né la Libia, non ostante l&#8217;apporto di quest&#8217;ultima al nostro approvvigionamento energetico.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pareri sulla crisi economica</title>
		<link>http://www.eticaeconomia.it/pareri-sulla-crisi-economica.html</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[per memoria:   &#8220;Il bilancio della crisi è &#8220;pesantissimo&#8221;: rispetto ai picchi del primo trimestre 2008 &#8220;abbiamo perso quasi sette punti di Pil e oltre 700 mila posti di lavoro. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato di sei volte&#8221;. Non solo, &#8220;la produzione industriale é crollata del 25%, tornando ai livelli di fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 14pt;">per memoria:</span></em><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><strong><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 16pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 5pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">&#8220;Il bilancio della crisi è &#8220;pesantissimo&#8221;: rispetto ai picchi del primo trimestre 2008 &#8220;abbiamo perso quasi sette punti di Pil e oltre 700 mila posti di lavoro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 5pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato di sei volte&#8221;. Non solo, &#8220;la produzione industriale é crollata del 25%, tornando ai livelli di fine 1985: 100 trimestri bruciati&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                                                                     </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">   </span><span style="mso-spacerun: yes;">  </span><strong>Emma Mercegaglia (27 maggio 2010)</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><strong><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">&#8220;&#8230;l&#8217;Italia è sempre stata peggio governata, tante cose non funzionano o funzionano sempre meno e ora vi è anche una crisi economica dalla quale derivano conseguenze gravi sul potere d&#8217;acquisto dei lavoratori e delle masse popolari, sui livelli di occupazione, sulle prospettiva di lavoro dei ceti medi produttivi. Tutti i cittadini hanno soffetto e soffrono, in un modo o nell&#8217;altro, le conseguenze di queste prove&#8230;. E&#8217; sempre necessario che gli obiettivi che proponiamo siano spiegati all&#8217;opinione pubblica. Inoltre nell&#8217;impostazione delle lotte si deve tener conto della complessiva situazione economica e finanziaria del paese: il che non vuol dire affatto accettare i criteri di &#8220;compatibilità&#8221; così come vengono posti dai governanti, ma vuol dire che il movimento dei lavoratori deve avere una sua linea che tenda a risanare la situazione e spingere ad una ripresa economica su basi nuove e durature.&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">   </span><span style="mso-spacerun: yes;">    </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><strong>Enrico Berlinguer (12 dicembre 1974)</strong></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><strong><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 16pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">&#8221; I lavoratori pur essendo vitalmente interessati a scongiurare il tracollo del paese non devono semplicemente proporsi di restaurare le cose come erano, con il predominio dei grandi monopolisti e uno sviluppo economico distorto che doveva portare necessariamente alla crisi&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">             </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"></span><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">           </span><span style="mso-spacerun: yes;">   </span><strong>Lelio Basso (2 novembre 1976)</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 177.5pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">&#8220;Viene in evidenza un altro, più importante e più durevole, motivo di crisi. È la volontà dei paesi in via di sviluppo, possessori di un così prezioso fattore condizionante dell’economia e, del resto, ricchi in generale di materie prime, di far pesare di più, per realizzare il proprio progresso, quello che è il loro peculiare apporto alla produzione dei beni dei quali il mondo ha bisogno crescente. Solo in questa luce si coglie la vera dimensione del fenomeno dinnanzi al quale ci troviamo e che rappresenta una svolta assai significativa nel confronto tra paesi ricchi e paesi poveri e, per essere realistici, nel confronto tra paesi ricchi, ma potenzialmente poveri, e paesi poveri, ma potenzialmente ricchi. Noi dobbiamo quindi essere consapevoli della nostra fragilità (&#8230;). Di fronte a queste cose bisogna collocarsi in una posizione di realismo e ragionevolezza. (&#8230;) Si capisce che un più alto livello di giustizia internazionale costerà di più ai paesi industrializzati e condurrà a rallentare il loro progresso per consentire il progresso degli altri. Ma questo è un prezzo che si deve pagare, uscendo dalla fase retorica e passando alla fase politica dei rapporti con i paesi in via di sviluppo&#8230;&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                     </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">          </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><strong>Aldo Moro (24 aprile 1974)</strong></span></p>
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		<title>Le elezioni inglesi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 01:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta i sondaggisti hanno sbagliato. Il quarantatreenne liberal Nick Klegg che era dato per grande vincitore ha ottenuto nelle elezioni inglesi solo quel deludente risultato che i liberal democratici hanno da sempre avuto e il partito conservatore del &#8220;feroce&#8221; Cameron si è fermato al 36 per cento, riportando un successo indubbio sui laburisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ZH-CN;" lang="ES">Ancora una volta i sondaggisti hanno sbagliato. Il quarantatreenne liberal Nick Klegg che era dato per grande vincitore ha ottenuto nelle elezioni inglesi solo quel deludente risultato che i liberal democratici hanno da sempre avuto e il partito conservatore del &#8220;feroce&#8221; Cameron si è fermato al 36 per cento, riportando un successo indubbio sui laburisti, rimasti al di sotto del 30%, dei voti , ma un numero di seggi ai Comuni insufficiente per governare da solo: 305 contro i 258 dei laburisti e i 57 dei liberali. La Gran Bretagna, dunque, non sfugge al clima di inquietudine e incertezza che turba l&#8217;Europa e diviene un nuovo testimone della debolezza della politica proprio nel momento in cui massimo è il bisogno di essa al fine di governare verso nuovi modelli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ZH-CN;" lang="ES">E&#8217; indubbio che l&#8217;incertezza nasce anche dal fatto che nessuno finora ha avanzato proposte utili a cercare una strada diversa da quella che nel 1998 e, in modo grave, attualmente, sta distruggendo le ricchezze prodotte da un modello che ha asservito il mercato e che ha così perduto il riferimentoche viene opposto &#8211; sbagliando al giudizio di valore delle comunità e degli Stati. Il fatto che nel Paese che aveva come regola fissa per il voto, quella del maggioritario puro, l&#8217;elettorato abbia fatto saltare anche tale sistema per approdare al vecchio sistema proporzionale e per lasciare aperta la strada a due diverse coalizioni la dice lunga sul fatto che in un periodo di tempeste sia possibile preconfezionare maggioranze. Neppure in guerra era accaduto a Londra che il giorno dopo le elezioni mancasse un premier da presentare alla regina. Ora è accaduto. La Gran Bretagna ha condotto, prima con Blair e poi con Gordon Brown, la sua politica fingendo che fosse ancora in vigore l&#8217;asse Churchill-Roosevelt e che gli equilibri del mondo fossero ancora quelli del dopoguerra. Le sue più importanti società finanziarie ed economiche sono in gran parte ormai controllate da americani, russi, arabi e cinesi e la leggenda<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>che sia ancora il London Stock Eschange di Londra a regolare gli affari mondiali continua a vivere solo in chi ha venduto ai londinesi la Borsa italiana. Non c&#8217;è in realtà nessun azionista od operatore di borsa del mondo globalizzato che attenda con ansia l&#8217;apertura e la chiusura del mercato borsistico di Londra: quelli che si attendono sono i segnali che vengono da Wall Street, Tokio, Shangai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ZH-CN;" lang="ES">Mai come negli ultimi anni la Gran Bretagna è andata isolandosi dal resto dell&#8217;Europa cui appartiene e a cui molto avrebbe potuto dare. E in Europa il bello e il cattivo tempo lo fa la Merkel con l&#8217;abile sostegno di Sarkozy e l&#8217;ossequio subalterno di molti altri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ZH-CN;" lang="ES">Se vogliamo capire le incertezze degli elettori inglesi, recatisi a votare in numero maggiore dell&#8217;ultima volta e, quindi coscienti della gravità del momento, non possiamo prescindere da questi dati. Che sono tristi anche per noi, abituati a guardare alla Gran Bretagna come al paese che ha ha dato al mondo l&#8217;economia come scienza, che ha dato all&#8217;Europa il Welfare &#8211; strumento che fino ad un certo momento ha condizionato il capitalismo e lo ha contemporaneamente sostenuto &#8211; e che oggi appare assente dal dibattito sul futuro che vede protagonisti un&#8217;indiano, un americano ed un francese: Stiglitz, Sen e Fitoussi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ZH-CN;" lang="ES">Chi crede che la crisi economica sia un avvallamento incontrato sul cammino e che basta &#8220;uscirne&#8221; per ritrovarsi a canmminare felici su un prato di margherite sarà lieto del risultato . Noi la pensiamo diversamente. E gli elettori inglesi anche. Purtroppo per loro, Klegg ha scelto i conservatori ma ha nelle sue mani un diritto di veto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt;">.</p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt;"> </p>
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		<title>Il voto per le Regioni</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Elementi di preoccupazione e qualche elemento di soddisfazione si intrecciano dopo il voto espresso dagli italiani per il governo delle regioni e di varie amministrazioni locali. Gli elementi di preoccupazione sono in primo luogo legati alla caduta del tasso di partecipazione al voto. Caduta verificatasi non ostante la diretta discesa in campo del presidente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Elementi di preoccupazione e qualche elemento di soddisfazione si intrecciano dopo il voto espresso dagli italiani per il governo delle regioni e di varie amministrazioni locali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Gli elementi di preoccupazione sono in primo luogo legati alla caduta del tasso di partecipazione al voto. Caduta verificatasi non ostante la diretta discesa in campo del presidente del consiglio e il suo appello ad un plebiscito per la sua persona. I plebisciti non ci piacciono nè gli appelli a convertire il voto per il governo delle regioni in un referendum pro e contro un personaggio. Ma ci eravamo illusi che quegli appelli avrebbero spinto al voto sia a favore di chi li lanciava, sia contro. Il risultato è stata invece una discesa del 10 per cento dei votanti. A testimoniare, forse, che gli italiani non sono distanti dalla politica, ma certamente sono distanti, siano essi di destra o di centro o di sinistra, da <span style="text-decoration: underline;">questa</span> politica e dalla sua verticalizzazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Gli italiani sono stati fin dal 1945 abituati a partecipare in gran numero alla politica e quindi alle elezioni. I partiti cosiddetti di massa, sia pur tra errori, avevano portato ad un elevato livello la socializzazione della politica e quindi a livelli sconosciuti in altri paesi occidentali la partecipazione al voto. E le leggi elettorali erano fatte e votate dal Parlamento &#8211; che la Costituzione pone al centro del nostro sistema politico &#8211; in modo tale da favorire al massimo questa partecipazione. Ogni cittadino aveva infatti la libertà di votare per il partito che preferiva e per il candidato che preferiva. Oggi, pur conservando nelle regionali, ma non nelle politiche, il diritto di esprimere una preferenza, di fatto l&#8217;elettore può votare solo pro o contro una coalizione. Si è detto, per giustificare la cancellazione delle preferenze, che queste portavano al &#8220;clientelismo&#8221;. E&#8217; vero solo in parte. Ma a fronte di quel rischio &#8211; fronteggiabile &#8211; c&#8217;è il brutale aut aut che viene posto oggi dall&#8217;alto dei vertici agli elettori e c&#8217;è il venire meno dell&#8217;inevitabile controllo sull&#8217;operato di amministratori e parlamentari da parte dei cittadini. Conosco parlamentari che due decenni fa hanno perso il loro elettorato per avere usato macchine di Stato per loro faccende personali o per avere avuto comportamenti che i cittadini non considerano etici. E conosco parlamentari che sono stati a forza di popolo riproposti perché onesti e degni di rispetto. Qui c&#8217;è una colpa diffusa da riconoscere e c&#8217;è una netta modifica da introdurre non solo nel modo di votare ma nel modo di far politica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Ho letto commenti in cui i risultati positivi della Lega Nord sono stati spiegati con il legame con il territorio. Vero. Ma che altro significa il legame con il territorio &#8211; non a caso la Lega ha creato sezioni di base non dissimili da quelle che erano una volta le sezioni<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>della DC o del PCI &#8211; se non, di nuovo un buon grado di socializzazione della politica? Socializzazione che potrebbe essere agevolata oggi &#8211; non sostituita &#8211; da reti informatiche operanti dal basso in alto e viceversa? Quanti parlamentari o consiglieri hanno un blog aperto ai commenti in cui dar conto ogni settimana del loro operato o dei loro voti in Aula? Ci sono certamente molte cose da fare per tornare a far crescere il numero dei votanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">E&#8217; da sperare che i partiti le facciano. La differenza del voto tra Torino e Roma e il resto delle rispettive regioni dice ancora di una sottovalutazione dei problemi delle campagne e di una lontananza dei partiti. La clamorosa sconfitta del ministro Brunetta nella capitale del Veneto &#8220;leghista&#8221; pone in luce la stessa differenza di comportamento. Anche di ciò va subito preso nota. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">E veniamo alle soddisfazioni. Quella, innanzitutto, di una critica che dal voto è venuta al PDL che invece di occuparsi dei problemi della crisi, mentre cresce il numero dei disoccupati<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>- due milioni di disoccupati strutturali &#8211; e supera i trecento, secondo la Confcommercio, il numero delle imprese che chiudono ogni giorno in Italia, si occupa da mesi soltanto, o almeno in modo prevalente, dei problemi con la giustizia facendo di essi il centro di ogni comunicazione del premier, venga essa da Bari o da Damasco o da Milano. La critica si è tradotta sul piano nazionale in un calo del partito di Berlusconi di oltre il 5 per cento, a fronte di una coalizione di centro-sinistra che tiene, grazie all&#8217;IDV e a Niky Vendola, e di una Lega in forte ascesa. C&#8217;è chi, ignorando che Lega e PDL non sono la stessa cosa nega che il voto abbia espresso questa critica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Ne ha pieno diritto. Ma abbiamo anche noi il diritto di ricordare che la Lega, nel bene e nel male, non si identifica con Berlusconi. E&#8217; la Lega come tale, non Berlusconi, che per un pugno di voti e grazie alla lista di disturbo contro la sinistra e specificamente contro il PD presentata da Beppe Grillo in Piemonte (nella sua Liguria il gioco non gli è riuscito) ha sconfitto Mercedes Bresso: l&#8217;aut aut delle coalizioni vale sia per chi vota sia per chi si candida. Ed è la Lega che ha fatto avanzare il carro del centro destra non ostante l&#8217;arretramento del PDL. Come la Lega si comporterà è difficile oggi prevederlo e certamente rischi ce ne sono non solo per il Sud. Resta tuttavia il fatto, già notato, della minor verticalizzazione del partito leghista e cioè di un maggior ascolto della base. Se ciò indurrà altri partiti a raccogliere la sfida sul territorio i risultati potranno essere non negativi. Bossi si è già mosso, candidandosi a sindaco di Milano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 16pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                         </span><span style="mso-spacerun: yes;">                     </span>l.b.</span></p>
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		<title>Gli Stati Uniti e il cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose&#8221;: così Barak Obama ha salutato la vittoria riportata alla Camera dei Rappresentanti che riconosce a 32.000.000 milioni di americani il diritto alla salute. E&#8217; un grande fatto che ricollega la politica di Obama a quella di Roosevelt, che il 14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<p><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">&#8220;Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose&#8221;: così Barak Obama ha salutato la vittoria riportata alla Camera dei Rappresentanti che riconosce a 32.000.000 milioni di americani il diritto alla salute.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">E&#8217; un grande fatto che ricollega la politica di Obama a quella di Roosevelt, che il 14 agosto del 1935 firmò il Social Security Act aprendo ai cittadini degli Stati Uniti la via dello Stato sociale. Non è la &#8220;copertura universale&#8221; che la maggior parte dei paesi avanzati assicura nel campo della sanità, &#8211; e per la quale si era mosso Obama &#8211; ma è la garanzia dell&#8217;assistenza medica per tutti coloro che non l&#8217;avevano. La differenza è sul piano dei principi più che sul piano dei fatti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">E non è un successo solo per gli Stati Uniti. Il voto della Camera statunitense è il primo duro colpo inferto a quanti, non ostante i fallimenti e il prezzo che il mondo sta pagando, continuano a restare fedeli ai riti pagani del liberismo (che è cosa diversa dal liberalismo), del mercato senza regole, della identificazione della felicità di un popolo con i miliardi che accumula una ristretta cerchia<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>di speculatori e profittatori. E&#8217; un segnale del ritorno alla scuola classica dell&#8217;economia e ai principi dell&#8217;etica di cui lo stesso capitalismo fu agli albori portatore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">Per questo anche noi &#8211; con un governo ancora prigioniero<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>dei folli insegnamenti della Thatcher &#8211; la salutiamo come un auspicio di cambiamento. Sappiamo che dalla crisi si uscirà soltanto quando atti concreti porranno fine all&#8217;attacco di pochi e ben noti personaggi alle risorse della natura, della cultura, del lavoro per piegarle al loro capriccio o sperperarle e quando torneranno ad essere riconosciuti come universali &#8211; cioè spettanti a tutti, nell&#8217;ambito di comuni regole, valide per tutti<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>- diritti fondamentali come il diritto alla salute, il diritto all&#8217;acqua, il diritto all&#8217;aria pulita, il diritto all&#8217;istruzione, il diritto a stabilire la propria sede o a trasferirsi ove si creda, il diritto di professare o non professare un culto religioso, il diritto ad avere o non avere figli, il diritto ad esser felici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">Sono le folli ineguaglianze tra i cittadini, con una piramide verticalizzata cha ha preso il posto del cappello da carabiniere cui veniva comparata la curva dei redditi quando si andava all&#8217;università, e poiché sono in primo luogo tali disuguaglianze che hanno portato alla crisi restringendo la domanda di beni e servizi mentre ne cresceva l&#8217;offerta è ad una maggiore eguaglianza che dobbiamo tendere, non solo per motivi etici ma anche rigorosamente economici. Obama ha dato un segnale concreto in tale direzione. Mi auguro che esso sia raccolto e che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>nel &#8220;comune sentire&#8221; di una maggioranza di cittadini si pongano obiettivi che diano un senso al processo produttivo e lo finalizzino alla conquista di valori e di diffusi gradi di benessere. Una ripresa della crescita che serva solo alla crescita stessa e che dilapidi le risorse della natura giovando solo all&#8217;arricchimento ulteriore di una piccola minoranza di miliardari non può mobilitare animi e cervelli. Ma cambiamenti positivi nel modo di vivere di tutti i cittadini possono avere il sostegno di una larga maggioranza così come lo ha avuto il capitalismo fino a che è stato un sistema di progresso e di vittoria contro i mali del mondo: dalle pestilenze alle gravi malattie e alla fame, dalla breve durata della vita all&#8217; analfabetismo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;">Costruire questa maggioranza attorno ad obiettivi concreti è compito di tutti e non solo di illuminati profeti. Ben vengano questi profeti -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Obama ne ha confermato il ruolo -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>ma anche essi sono il frutto di movimenti che scaturiscono dal profondo della società. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                                             </span>l.b.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"> </p>
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		<title>L&#8217;Europa si sta svegliando?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 14:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;annuncio che il presidente greco Papandreu stava trattando a New York con Obama, l&#8217;intervento del Fondo Monetario internazionale per salvare la Grecia dal collasso, ha finalmente convinto la Germania a togliere il proprio veto alla costruzione di strumenti europei in grado di intervenire concretamente a favore di Paesi europei posti in difficoltà dalla crisi. Troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">L&#8217;annuncio<strong> </strong>che il presidente greco Papandreu stava trattando a New York con Obama, l&#8217;intervento del Fondo Monetario internazionale per salvare la Grecia dal collasso, ha finalmente convinto la Germania a togliere il proprio veto alla costruzione di strumenti europei in grado di intervenire concretamente a favore di Paesi europei posti in difficoltà dalla crisi. Troppo grande era infatti il pericolo che una istituzione mondiale nella quale il maggior peso è ancora esercitato dagli USA tornasse a vele spiegate a porre condizioni in Europa. Troppo grande soprattutto per la Germania alla quale l&#8217;inerzia degli altri paesi ha finito per consegnare &#8211; così come si era temuto &#8211; il bastone di comando dell&#8217;Unione Europea. Ciò anche grazie al sonno e agli scarsi poteri degli uomini preposti al coordinamento della Comunità nonché ad una alleanza abbastanza solida con Sarkozy.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Dovremmo avere dunque, a quanto pare entro giugno, un Fondo Monetario Europeo. Se è vero, evviva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Non vorremmo tuttavia che esso fosse fondato sugli stessi principi di quello americano dei tempi passati. Fondi sì, ma a condizione che si professi la dottrina marginalista, si abiuri la dottrina classica &#8211; da Smith a Keynes &#8211; e si eseguano le direttive emanate dagli ispettori del liberismo e dai teorici dello Stato minimo. Chi scrive ha avuto a che fare negli anni settanta con una delegazione del FMI (grazie ad una cortesia dell&#8217;allora presidente del Consiglio Andreotti) e ne sa qualcosa. C&#8217;è dunque da augurarsi che da oggi a giugno si lavori per un Fondo adeguato ad una crisi gravissima &#8211; della quale l&#8217;Europa è stata finora passiva spettatrice &#8211; che ha all&#8217;origine, anche e proprio, l&#8217;abbandono della teoria classica dell&#8217;economia e la proclamazione di Friedman e di sua moglie Rose a nuovi ed unici profeti della crescita del PIL.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 14pt;">Se c&#8217;è un periodo in cui l&#8217;intervento pubblico &#8211; un intervento diverso da quello effettuato trasferendo capitali pubblici alle banche senza neppure stabilire nuove regole &#8211; è necessario, è quello che stiamo vivendo. Di un Fondo che chieda la riduzione di un tale intervento non sentiamo assolutamente il bisogno. L&#8217;egemonia sarà di chi sarà capace di innovare principi e regole. Obama ci sta &#8211; tra mille ostacoli &#8211; provando. Mentre, purtroppo, non ci sta provando il Portogallo che per fronteggiare la crisi sta vendendo le aziende pubbliche che svolgono servizi essenziali per i cittadini.</span></p>
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		<title>Teheran e il nucleare</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 08:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lbarca</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro direttore, sono contraria alle centrali nucleari sia per il rischio che dalle centrali si passi alle bombe, sia perché una cosa è l&#8217;uranio sorvegliato dagli scienziati e altra cosa è l&#8217;uranio usato e sorvegliato dai funzionari di un&#8217;azienda elettrica, pubblica o privata che sia (ma, spero, almeno pubblica). Detto questo vorrei capire &#8211; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 284pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 418.9pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Caro direttore,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">sono contraria alle centrali nucleari sia per il rischio che dalle centrali si passi alle bombe, sia perché una cosa è l&#8217;uranio sorvegliato dagli scienziati e altra cosa è l&#8217;uranio usato e sorvegliato dai funzionari di un&#8217;azienda elettrica, pubblica o privata che sia (ma, spero, almeno pubblica). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Detto questo vorrei capire &#8211; e per questo le scrivo &#8211; perché una centrale nucleare in mano ai russi, ai cinesi, ai francesi, agli americani, agli israeliani, ai coreani è cosa buona e una centrale costruita in Iran è cosa orribile, da punire con sanzioni. Sono stata in Iran anni fa per ragioni di studio e ho visto con i miei occhi la devastazione provocata dall&#8217;Iraq con la sua aggressione e con una guerra che, grazie agli appoggi dati a Saddam Hussein da tutte le principali potenze occidentali, è durata otto anni. C&#8217;è qualcuno che pensa di ricominciare dopo i fallimenti e i morti dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afghanistan? Vogliamo veramente scatenare una guerra distruttiva tra cristiani e musulmani? Non lo credo, ma stiamo facendo tutti il possibile perché qualcuno accenda la miccia. Può lei aiutarmi a capire perchè ogni annuncio pubblico sui progressi dell&#8217;Iran verso una centrale nucleare rinnova grida di guerra?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">&#8230;&#8230;&#8230;. auguri al Menabò e cordiali saluti </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                          </span>Maria Teresa Cascella</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">20 febbraio 2010</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Gentile lettrice, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">debbo fare tre premesse: 1) non sono un fisico e di energia nucleare so quello che tutti sanno; 2) non sono mai stato in Iran, ma ne ho solo seguito le vicende su quotidiani, riviste, libri; 3) per quanto riguarda l&#8217;attuale governo iraniano mi attengo al giudizio della commissione dell&#8217;Onu che ha sancito la regolarità delle ultime elezioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Preciso i limiti della mia risposta perché anch&#8217;io non capisco bene ciò che accade e per volontà di chi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Abbiamo già vissuto situazioni pericolose tra &#8220;potenze occidentali&#8221; ed Iran e credo che solo per merito dell&#8217;allora presidente dell&#8217;AIEA, Mohammed El Baradei &#8211; non a caso nominato Nobel per la pace -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>sia stato evitato un devastante conflitto ai tempi di Bush. Allora la motivazione della condanna era il segreto che avvolgeva la costruzione della centrale nucleare di Natanz: oggi la motivazione è la pubblicità che il governo iraniano ha dato alla notizia di aver arricchito l&#8217;uranio al 19,8 per cento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Sappiamo tutti che l&#8217;uranio arricchito è elemento essenziale di una centrale nucleare e che il processo di arricchimento non significa di per sé avvio alla costruzione di un missile atomico. E infatti ciò di cui si discute oggi e&#8217; il grado dell&#8217;arricchimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">L&#8217;arricchimento al 19,8 per cento è eccessivo per i bisogni di una centrale, come qualcuno afferma sostenendo che per una centrale è sufficiente un arricchimento del 3,5? Io non lo so, ma la Francia che grida più di tutti fa funzionare le centrali con uranio arricchito al 3,5? Francamente non lo credo. Ma vorrei che su questo punto intervenisse a dare lumi a lei e a me chi per professione ne sa più dell&#8217;autore di questa breve risposta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;">Cordiali saluti </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 2.45pt 0pt 0cm; mso-pagination: none; tab-stops: 496.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                          </span>Luciano Barca </span></p>
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